Fed, ancora fermi i tassi di interesse per contrastare crisi

di Valentina Cervelli Commenta

La Federal Reserve, come si aspettavano in realtà tutti gli analisti, ha deciso di mantenere fermi i tassi di interesse, senza apportare modifiche a quello che è stato il suo ultimo comunicato se non per ciò che concerne le condizioni finanziarie degli Stati Uniti che ora appaiono “accomodanti”.

Poco entusiasmo e pochi cambiamenti

Poco entusiasmo da parte della Banca Centrale Americana in un momento importantissimo per gli Stati Uniti, essendo ancora in corso lo spoglio delle schede elettorali che, se dovesse proseguire con il trend attuale, porterebbe Joe Biden alla Casa Bianca. Tornando alla comunicazione della Fed, il fatto che si sia optato per un giudizio del genere sulle condizioni finanziarie statunitensi, sembra proprio che per il momento non vi sia una volontà di dare vita a un ulteriore intervento.

Questo non significa che la Fed non stia facendo il dovuto per sostenere l’America in un momento in cui le conseguenze dell’emergenza coronavirus stanno mantenendo un forte impatto sulla popolazione e sulle attività commerciali: la sua intenzione continua ad essere quella di contrastare queste problematiche, sottolineando però ancora una volta che l’evolversi della situazione è legata ancora a prospettive “straordinariamente incerte” e che è la politica fiscale che dovrà regolare il sostegno all’attività economica.

Si continua con acquisto di Titoli

Jerome Powell, nel corso della conferenza dedicata, non ha nascosto che il ritmo della ripresa sia rallentato negli ultimi mesi e che lo stesso sia avvenuto nel mercato del lavoro nonostante una crescita degli investimenti: l’inflazione, ha sottolineato, si trova ancora sotto al 2% richiesto dall’obiettivo di politica monetaria da raggiungere, tanto quanto l’attività economica, ancora sotto ai livelli pre-crisi.

E’ per tali ragioni che l’acquisto di titoli da parte della Fed continuerà come avvenuto nei mesi scorsi, ovvero per 120 miliardi di dollari al mese, suddiviso in 80 per i titoli di Stato e 40 per i mortage backed securities. C’era chi si aspettava nelle parole di Powell ad accenni che indicassero l’intenzione di prendere nuove iniziative a dicembre: un’attesa delusa, sebbene rispondendo a una domanda specifica, il Governatore della Fed ha ammesso che il quantitative easing ha anche la funzione di sostenere l’attività economica degli Stati Uniti e per tale ragione non è stato ridimensionato.

Il presidente della Federal Reserve ha anche evidenziato che non è stata presa alcuna decisione, nemmeno a proposito dell’estensione delle facilities che la Fed ha introdotto per dare potere d’acquisto a diverse tipologie di aziende. La banca centrale non sottovaluta i rischi ancora legati all’epidemia e a un’eventuale recrudescenza della stessa ma ritiene che al momento il peggio sia passato e non siano presenti rischi estremi per l’economia.