Coronavirus, Trenitalia taglia tratte. Aeroporti in crisi

di Valentina Cervelli Commenta

Il settore dei trasporti è in crisi e la colpa è del nuovo aumento di contagi da coronavirus: l’impatto che la pandemia sta avendo è ancora devastante e non solo sul sistema sanitario ma anche sul mercato aereo e ferroviario.

Calo della domanda rallenta Italo e Trenitalia

Il calo della domanda è evidente e gli aeroporti, le compagnie aeree e quelle ferroviarie stanno soffrendo di un importante calo delle domanda costringendo le aziende a eseguire tagli per limitare le perdite.

Già qualche giorno fa Italo aveva annunciato di essere in crisi e dal 10 novembre le parole si trasformeranno in fatti con lo stop alla maggior parte delle tratte a causa dei lockdown locali e della minore richiesta di biglietti generale: l’azienda non sa ancora quantificare quando avverrà il ripristino delle corse che sono state tagliate.

E anche Trenitalia, che sembrava avere maggiore respiro nel mercato ha sviluppato condizioni tali per le quali ha già fatto sapere che diverse tratte dell’alta velocità sono state limitate perché troppo costoso mantenere la percorrenza di treni quasi vuoti. E’ stata quindi operata, hanno spiegato dall’azienda di trasporti, “una riduzione di 28 collegamenti che equivale ad avere oggi 190 Frecce al giorno, che corrispondono al 67% dell’offerta pre-Covid”. Ottobre e novembre hanno mostrato cali rispettivamente del 65% e dell’80% rispetto agli stessi periodi del 2019.

E’ previsto, dal 14 novembre, un ulteriore fermo di 78 treni a lunga percorrenza, al fine di arginare una perdita di fatturato che da marzo ad oggi a Trenitalia è costata circa 1,5 miliardi.

Crisi anche per gli aeroporti italiani

Per ciò che concerne gli aeroporti di certo la situazione non è più rosea: è stato infatti registrato un calo di passeggeri al loro interno pari al 75% che rischia di peggiorare nel corso delle prossime settimane e mesi. E’ possibile che tale problematica possa continuare almeno per i primi mesi del 2021.

Secondo i numeri riportati dal Corriere della Sera, ottobre avrebbe chiuso con soli 3,4 milioni di passeggeri in transito: un problema sia per le compagnie aeree sia per tutte quelle attività che hanno sede all’interno degli aeroporti.  A soffrire di più sono stati i collegamenti internazionali rispetto a quelli interni, anche se per tutti la media di passeggeri è stata comunque molto bassa. A livello di affluenza gli scali migliori sono stati Roma Fiumicino e Milano Malpensa, seguiti da Bergamo, Linate e Ciampino. Ha sottolineato Assaeroporti:

Lo scenario, critico, emerge anche dai dati relativi al periodo marzo-settembre 2020: dal lockdown ad oggi il sistema aeroportuale nazionale ha perso l′83% dei passeggeri, il 68% dei movimenti aerei e il 33% delle merci. I voli Extra Ue fanno registrare un drammatico calo del 91% riconducibile soprattutto alle quarantene e alle restrizioni imposte dai singoli Stati ai viaggi aerei.

C’è da sperare che il 2021 possa essere l’anno della ripresa.