Il documento congiunto di Consob, Isvap e Bankitalia

di Simone Ricci Commenta

La Banca d’Italia, la Consob (Commissione Nazionale di Società e Borsa) e l’Isvap (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo) sono i protagonisti di un importante evento congiunto: in effetti, i tre enti in questione hanno deciso di pubblicare insieme un documento molto interessante nei loro siti web ufficiali, un testo che è in grado di rispondere a una serie di domande piuttosto attuali. L’argomento principe in questo caso è quello del divieto di “interlocking, il termine che viene utilizzato per indicare le cosiddette cariche incrociate che vanno spesso a coinvolgere i soggetti che sono sottoposti alla vigilanza. Quali sono le principali criticità e caratteristiche di tale problema?

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Anzitutto, c’è da dire che bisogna individuare in maniera corretta quelli che sono gli intermediari finanziari da far rientrare nel divieto stesso, ma non si limita e non ci si limiterà soltanto a questo. Ad esempio, si possono aggiungere la non applicabilità del limite in questione a quelle cariche che sono disposte per quel che riguarda le procedure di gestione delle crisi degli intermediari e la delimitazione specifica del divieto quando vi sono rapporti tra gruppi (non sono rari le società controllanti di nazionalità estera) o fra gruppi di società definite come stand-alone (capaci di funzionare in maniera indipendente).

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In aggiunta, non si possono dimenticare nemmeno i mercati rilevanti (in primis quello del risparmio gestito) e le modalità di calcolo dei limiti del divieto stesso. Tra l’altro, i mercati di riferimento sono davvero molti, come anche accertato insieme a un altro organismo, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Insomma, si tratta di elementi di rilievo che servono a impedire il verificarsi della concorrenza e a evitare delle dimissioni che non siano necessarie degli esponenti in carica. I prossimi giorni saranno dedicato alla pubblicazione di un apposito protocollo d’intesa.

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