Crescita 2016, moderata secondo l’Istat

di Sandro Argenti Commenta

Stando all'istituto di Statistica i segnali positivi provengono dal settore dei servizi e dalle costruzioni a fronte di una dinamica meno favorevole nell'industria.

Durante il primo trimestre 2016, come negli ultimi tre mesi del 2015, si registra una crescita moderata per il Belpaese. In un contesto di indebolimento della ripresa globale l’Italia è attesa evolversi a ritmi moderati anche nel primo trimestre del 2016.

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Stando all’istituto di Statistica i segnali positivi provengono dal settore dei servizi e dalle costruzioni a fronte di una dinamica meno favorevole nell’industria. Gli ultimi dati evidenziano un miglioramento dell’occupazione, soprattutto quella a tempo indeterminato, favorita anche dai provvedimenti di sostegno alle assunzioni, mentre l’inflazione si è riportata in territorio negativo.

Sul fronte del lavoro, l’Istat menziona gli effetti positivi del Jobs Act con il contratto a tutele crescente, anche se la ripresa dell’occupazione è soprattutto dovuta agli sgravi fiscali per le nuove assunzioni inseriti nella legge di Stabilità 2015 e confermati – seppure in misura ridotta del 40% – per il 2016. Positivi anche i consumi, al netto, però del rallentamento registrato a dicembre.

In particolare, la variazione congiunturale del Pil reale attesa per il primo trimestre è lievemente positiva (+0,1%), con un intervallo di confidenza compreso tra -0,1% e +0,3%. All’incremento del Pil, rileva l’Istat, contribuirebbero positivamente i consumi privati, a fronte di un apporto negativo della domanda estera netta e dei consumi pubblici mentre la dinamica degli investimenti (al lordo delle scorte) risulterebbe sostanzialmente piatta. In questo scenario, la crescita acquisita per il 2016 (quella che si avrebbe in assenza di variazioni per il resto dell’anno) è pari allo 0,4%.

A preoccupare è soprattutto l’indebolimento della ripresa globale: al rallentamento della Cina e dei paesi emergenti e alla caduta delle quotazioni delle materie prime si sono sovrapposte le crescenti turbolenze sui mercati finanziari.