Malgrado le mosse di Fed e Bce la mancanza di fiducia continua a bloccare il mercato degli scambi interbancari

di Redazione 2

Non si sciolgono le tensioni che impediscono una circolazione regolare dell’abbondante liquidità presente sul mercato interbancario. Aprendo uno spiraglio di risoluzione della crisi, la notizia dei piani del Tesoro Usa per sollevare i bilanci bancari dal peso degli asset più problematici ha ridato slancio alle borse e depresso i mercati obbligazionari, seguiti al ribasso dai derivati sui tassi d’interesse.  Venerdi il contratto sul tasso Euribor a dicembre è a 94,785 in calo di 0,025, al pari di marzo 2009. Giugno arretra di 0,06 a 95,37. Sull’interbancario, tuttavia, prevale la cautela e i fondi continuano a essere mal distribuiti. A dispetto di numeri neri pari a circa 300 miliardi di euro, ieri il ricorso ai prestiti marginali erogati dalla Bce a un tasso del 5,25% è stato pari a 1,8 miliardi di euro. Per contro quasi 2,6 miliardi di euro sono stati depositati presso la banca centrale.  Il tasso overnight scambia in area 4,25%. Per la prima volta in otto anni, il tasso Euribor a tre mesi  ha superato al fixing la soglia psicologica del 5%

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