Euro/Dollaro scende dopo minacce di Moody’s

di Redazione 3

Mentre la giornata sull’azionario conferma la tensione superficiale che tiene con il fiato sospeso i trader del mondo, con Piazza Affari vicino al -3% e Wall Street che segue, sul Mercato dei cambi Euro/Dollaro accusa le nuove minacce di Moody.

L’agenzia di rating americana torna a puntare il dito verso l’Europa ricordando che entro il primo trimestre del nuovo anno la scure potrebbe toccare nuovi debiti dell’Eurozona che ancora, sempre secondo i loro analisti, sarebbero sopravvalutati.

La notizia tocca direttamente gli investitori che ancora una volta credono alle parole dell’agenzia sul rischio del debito Europeo e cominciano a vendere facendo perdere in poche ore oltre 100 pips che orami sta diventando un range di reazione piuttosto “standard” sul cross. Ogni notizia (positiva o negativa) che influenza il cambio infatti riesce a smuoverlo ma anche se a livello intraday 100 pips da un lato piuttosto che dall’altro possono far cambiare volto ad una giornata anonima, nel medio periodo non si hanno segnali su cui ragionare sulle nuove tendenze in corso. Al di là delle performance avute nelle ultime 2 settimane che a livello intraday hanno complicato la visione dei trader, nel medio-lungo periodo siamo esattamente sui livelli di Venerdì 25 Novembre dopo aver sfiorato il top relativo a 1.3545 Venerdì scorso.

L’attenzione comunque non si sposta dal cross, visto che gli altri “classici” del Forex non hanno visto negli ultimi tempi un aumento dei volumi con addirittura cali nel caso di Usd/Jpy; il trading su quest’ultimo resta altamente sconsigliato, anche se dopo il rimbalzo dalla media mobile a 200 periodi sul grafico orario (con una candela di inversione disegnata l’8 Dicembre) le aspettative ribassiste girano al rialzo e la conferma potrebbe arrivare con il superamento di quota 78.10.

Intanto sull’azionario si aspetta il close di giornata per capire se il tracy+1 si è concluso sul bottom di Venerdì scorso oppure se siamo già ampiamente nel nuovo ciclo a due settimane iniziato prima; nella prima ipotesi non si escludono risvolti rialzisti immediati con il recupero di quota 15500 che diventerebbe solo il primo di una sere di “step” rialzisti.

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