Occupytheurl, gli indignati americani finiscono sul web

di Simone Ricci 1

Gli “indignados” di tutto il mondo posso riempire non solo le piazze reali per far valere i loro diritti, ma anche quelle presenti sul web: l’intento di Occupytheurl.com è sostanzialmente quello di aumentare le dimensioni del fenomeno, sfruttando al massimo al web e la sua capacità di fare presa tra la gente, soprattutto tra i più giovani. Il sito in questione, infatti, è composto di una sola pagina e si può inserire l’url in un apposito riquadro per entrare a far parte della già vasta comunità. Come è noto, Occupy Wall Street è forse la protesta più nota e meglio organizzata da questo punto di vista, ma anche altre città americane sono interessate dalle stesse contestazioni e questo mezzo elettronico vuole rappresentare un ideale sostegno.

In effetti, cliccando sul pulsante denominato appunto “occupy” si entra a far parte della vasta platea di partecipanti, con i medesimi cartelli e striscioni che sono ben visibili. La capacità di coinvolgimento in tal caso è davvero incredibile e crescente. Quali conseguenze può avere una partecipazione di questo tipo? Ovviamente, queste ultime non possono certo essere le stesse che si subirebbero con la presenza fisica, visto che gli effetti sono limiti allo schermo del personal computer, ma comunque non tutti possono manifestare in piazza e questa risorsa è stata ideata proprio per coloro che intendono farlo senza essere presenti sulle strade, come ha anche sottolineato Jim Pugh, il creatore del portale a cui si sta facendo riferimento.

Tra l’altro, non è nemmeno escluso che i partecipanti online possano poi decidere di incontrarsi per poi scendere realmente in campo. Insomma, Occupytheurl.com garantisce una ulteriore visibilità. Intanto, Adbusters, la rivista nordamericana che ha di fatto avviato il movimento a stelle e strisce, ha indetto una importante protesta internazionale per domani, a pochissime ore di distanza dall’inizio del G20 che a Cannes vedrà coinvolti i capi di Stato e di governo.

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