Come investire in borse emergenti nella seconda parte del 2013

di ND82 Commenta

mercati emergenti bricI primi 5 mesi dell’anno sono stati molto deludenti per l’investimento nei mercati azionari dei paesi emergenti. Eppure, se si guarda al lungo periodo, le borse emergenti hanno sperimentato performance molto significative. Osservando l’andamento dell’indice Msci World, negli ultimi 10 anni il rendimento medio annualizzato è stato di poco superiore al 14%, se lo yield viene espresso in euro, e del 15% se si considera l’effetto-valuta. La crisi finanziaria del 2008 ha messo a dura prova la tenuta di queste borse, che per un paio d’anni hanno evidenziato grande sofferenza.

Dopo la ripresa del biennio 2010-2011, le borse emergenti hanno nuovamente rallentato complice la frenata dell’economia americana, la recessione in Europa e le difficoltà del Giappone. Inoltre, le aspettative di crescita dei Brics (in primis la Cina) si sono via via ridotte. In Asia sono in rosso Shanghai, Hong Kong e Mumbai, mentre in Sudamerica si salva solo la borsa di Buenos Aires, che però è un listino azionario di minor rilievo e molto volatile.

COME INVESTIRE IN BORSA IN UNO SCENARIO DI BASSA CRESCITA ECONOMICA

Nell’Europa dell’Est è negativa anche la performance della borsa di Mosca, in calo di oltre dieci punti percentuali, e quella di Istanbul, decimata nelle ultime settimane da pesanti vendite a seguito dello scoppio della protesta contro il premier turco Erdogan. Secondo Monica Defend, strategist di Pioneer Investments (gruppo Unicredit), “i listini dei paesi emergenti stanno soffrendo perché la crescita del pil è leggermente rallentata rispetto al passato, pur rimanendo largamente positiva”. L’esperto consiglia di investire sulle borse emergenti con cautela e selettività nella seconda parte del 2013.

RISCHIO BOLLE FINANZIARIE SUI MERCATI

L’analista di Pioneer Investments ritiene che sia più conveniente puntare “sulle società che appartengono ai settori del consumo e che offrono buoni dividendi agli azionisti”. La Defend sottolinea, però, che in ottica di lungo periodo l’orientamente è mantenere una sovraesposizione sulle borse emergenti ad alta crescita. Il piccolo risparmiatore può investire su queste borse attraverso i fondi comuni di investimento o gli Etf. Bisogna comunque ricordarsi di verificare se è prevista la copertura dell’effetto-valuta, che potrebbe amplificare molto guadagni o perdite.