BTP rendimento 2012 sfiora il 18%

di ND82 Commenta

Nonostante la grave crisi finanziaria che ha investito la zona euro e l’Italia negli ultimi dodici mesi, il migliore investimento del 2012 è stato a sorpresa quello in Btp italiani. Considerando gli asset finanziari più importanti e liquidi, il titolo di stato italiano ha fatto molto meglio delle borse mondiali, dell’azionario americano, delle blue chip europee e dell’oro, tanto per citarne alcuni. La forza del Btp si è vista soprattutto da fine luglio scorso, ovvero quando Draghi ha fatto capire agli investitori che avrebbe fatto tutto il necessario per salvare l’euro.

Il ritorno dell’appetito per il rischio ha premiato i Btp, che nei primi 6-7 mesi dell’anno erano saliti sull’ottovolante con alti e bassi da paura. Coloro che hanno creduto nel ritorno della fiducia dei mercati sul sistema-Italia hanno portato a casa lauti guadagni. L’indice dei titoli di stato italiani, che comprende tutte le scadenze da 0 a 30 anni, ha evidenziato una performance annuale che sfiora il 18%.

PREVISIONI SPREAD BTP-BUND 2013

L’exploit dei Btp può sorprende gli investitori di vecchia data, che magari pensano che simili performance siano possibili solo per le borse o per i mercati emergenti. Lo scoppio della crisi dei debiti sovrani europei ha generato vendite incessanti sui titoli governativi di paesi fino a poco tempo prima ritenuti assolutamente affidabili. Il panico ha fatto impennare gli spread, ma in modo eccessivo tanto che da alcuni mesi è in corso un processo di restringimento degli spread tra paesi “core” e “periferici”. Gli sforzi dell’Europa per recuperare credibilità sui mercati hanno premiato gli investitori che hanno creduto a questa “rinascita”.

ITALIA: INSTABILITA’ FINANZIARIA NEL 2013 SECONDO RBS

Qualche giorno fa il Financial Times ha raccontato la storia di un hedge fund americano che è riuscito a guadagnare 500 milioni di euro in 6 mesi, dopo aver comprato tonnellate di bond greci quando nessuno li voleva più. Per quanto riguarda i Btp, c’è chi scommette su ulteriori rivalutazioni nel corso del 2013 anche se probabilmente sarà difficile ripetere la stessa performance di quest’anno. Lo spread è attualmente di poco superiore a 300 punti base e secondo molti gestori e analisti potrebbe scendere fino a 200 punti base.

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