82 dollari al barile. Era dal 2010 che i prezzi del brent non toccavano questi minimi. Numeri che non sono completamente decifrabili, e che non vanno interpretati in maniera del tutto positiva.
Il sistema è messo sotto stress dalle tensioni geopolitiche: Il messaggio principale in termini di sicurezza energetica è che stiamo assistendo a rischi crescenti in diverse aree strategicamente important. Iraq, Medio Oriente, Nord Africa, Russia, Ucraina: il che significa che «i governi si devono preparare a giorni difficili. Da oggi al 2020, per restare nel solo comparto petrolifero, la domanda è destinata a crescere, e se si sconta che allora la nuova produzione americana potrebbe aver terminato la sua corsa, metà del nuovo petrolio che servirà verrà dal Medio Oriente.
Il nostro Paese non è esente dal quadro tracciato dall’Iea, così come l’intera Europa. Al momento è fondamentale prendere le giute decisioni. Anche se i consumi non dovessero aumentare, la produzione europea che scarseggia condurrà alla crescita delle importazioni di gas. L’Italia ha davanti a sè due opzioni: potrà utilizzare maggiormente il gas naturale liquefatto che arriverà via mare oppure munirsi di nuove infrastrutture. Quali? Si parla della costruzione del Tanap transanatolico e del Tap verso la Puglia.