Unicredit, conversione risparmio e cambiamenti governance

di Valentina Cervelli Commenta

Unicredit intraprende cambiamenti rilevanti: ieri il consiglio di amministrazione ha dato il via libera alla nuova governance e tra le principali novità è possibile notare immediatamente una maggiore attribuzione di poteri al cda stesso e l’eliminazione del limite del 5% all’esercizio del diritto di voto.

Unicredit, ricapitalizzazione via titolo in calo

Altrettanto importante è notare come dal 1 ottobre nascerà una nuova struttura di Risk Management che verrà suddivisa in due aree specifiche: Group Risk Management guidata da TJ Lim, Chief Risk Officer e Group Lending Office di cui è a capo Andrea Varese, Chief Lending Officer. Entrambi i gruppi dovranno rendere conto della loro attività direttamente al Ceo, Jean Pierre Mustier.

L’assemblea del prossimo 4 dicembre porterà poi altre novità già annunciate in quella di ieri: verrà dato più spazio alle minoranze azionarie ed avverrà la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie. Tutto questo sarà corredato dal trasferimento della sede sociale da Roma a Milano dove è già presente la direzione generale di Unicredit. Tutto ciò ha avuto ovviamente effetto anche sui titoli collegati all’istituto. Ecco quindi che mentre Unicredit rimane tra il negativo e il paritario, le sue azioni risparmio, che verranno cancellate, volano rimanendo in pre-apertura al 35%.

I cambiamenti della governance della banca vogliono allineare la stessa alle prassi internazionali, ovvero al sistema di voto per il quale un’azione è pari ad un voto. Per ciò che riguarda le azioni risparmio il rapporto di conversione delle 252.489 azioni di risparmio di Unicredit in azioni ordinarie è stato fissato in 3,82 azioni ordinarie per ogni titolo di risparmio, a cui verrà aggiunto un conguaglio in contanti di 27,25 euro.