Ducati non ha bisogno di un vero e proprio ritorno in Italia in merito alla sua produzione. Ma è evidente che ci sia il desiderio generale di volerne rafforzare la presenza.

Aumentare la produzione italiana Ducati
Parlare di un ritorno della Ducati alla produzione in Italia può creare un equivoco. La casa motociclistica bolognese, infatti, non ha mai abbandonato il nostro Paese. Lo stabilimento di Borgo Panigale continua a rappresentare il centro industriale e tecnologico del marchio. Nel corso degli anni, tuttavia, una parte delle attività produttive è stata affidata anche a stabilimenti situati all’estero, soprattutto in Thailandia e Brasile. La questione oggi riguarda quindi soprattutto, quindi, il rafforzamento del ruolo dell’Italia nella crescita futura dell’azienda.
Il tema ha assunto particolare importanza nel 2026, anno in cui Ducati celebra il proprio centenario. Nei mesi scorsi la società e il Comune di Bologna hanno definito un progetto per sviluppare e ammodernare l’area di Borgo Panigale. Gli interventi interessano gli edifici, gli spazi destinati alla produzione e quelli dedicati alla ricerca e allo sviluppo. Il piano comprende inoltre opere legate alla sostenibilità ambientale e la realizzazione di nuove strutture per il personale.
Un ulteriore passo è arrivato con l’approvazione, da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dell’Accordo di Sviluppo presentato dall’azienda. Il progetto “Ducati Raise the Bar” mette in campo investimenti per 121 milioni di euro, ai quali si aggiunge un contributo pubblico di 33 milioni. Una quota molto consistente delle risorse sarà destinata alla ricerca industriale e allo sviluppo sperimentale. L’obiettivo è favorire nuove tecnologie, sviluppare nuovi prodotti e rendere più efficienti e avanzati i processi produttivi.
Produzione collocata in base a esigenze

Per Ducati, rafforzare la presenza a Borgo Panigale non significa soltanto aumentare il numero di motociclette costruite in Italia. Lo stabilimento rappresenta anche un patrimonio di conoscenze e professionalità. Progettazione, ricerca, sviluppo e competenze tecniche sono elementi fondamentali per mantenere una posizione importante nella filiera motociclistica italiana.
Allo stesso tempo, non è previsto un abbandono degli impianti produttivi stranieri. Ducati opera, infatti, su scala internazionale e la distribuzione della produzione tra diversi Paesi risponde anche alle esigenze dei mercati nei quali vengono vendute le motociclette. Thailandia e Brasile continueranno quindi ad avere un ruolo all’interno della struttura industriale del gruppo.
La questione centrale diventa allora capire quanto della prossima fase di sviluppo possa essere concentrato in Italia. Gli investimenti annunciati mostrano l’intenzione di continuare a puntare su Borgo Panigale, ma il risultato concreto dipenderà dall’evoluzione della produzione, dell’occupazione e delle nuove attività industriali.
Sul futuro dell’azienda pesa, inoltre, la strategia del gruppo Volkswagen al quale Ducati appartiene attraverso Audi.