Fiat:a febbraio scatta la cassa integrazione per 2000 impiegati

L’ombra nera della cassa integrazione non risparmia davvero nessuno alla Fiat. Dopo i provvedimenti dei giorni scorsi che hanno interessato gli operai del gruppo, questa volta a subire gli effetti della forte crisi economica che ha colpito i mercati internazionali sono i cosiddetti colletti bianchi. Saranno circa 2 mila gli impiegati, infatti,  che dal prossimo 2 febbraio andranno in cassa integrazione per almeno due settimane. Nello specifico la cassa integrazione interesserà 1200 impiegati Fiat negli Enti centrali e nelle Costruzioni speciali degli stabilimenti di Mirafiori, Volvera e Orbassano ed altri 800 impiegati a Mirafiori e Stura in Powertrain. Come spiegano anche i vertici della Fiat la cassa integrazione per gli impiegati è scattata in quanto la crisi economica ha determinato la chiusura degli impianti di produzione ed il conseguente rallentamento delle attività nel settore amministrativo in cui sono impiegati i dipendenti sospesi.


L’annuncio della cassa integrazione ha suscitato numerose reazioni soprattutto da parte della Fismic, il sindacato autonomo dei meccanici, che richiede a gran voce un intervento statale per salvaguardare il settore automobilistico italiano e al proposito ha previsto una serie di manifestazioni nazionali.

La situazione è preoccupante-spiega Vincenzo Aragona della Fismic piemontese- perchè la cassa integrazione è estesa anche agli enti centrali. Per questo crediamo che sia opportuno che le istituzioni locali aprano al più presto un tavolo di confronto con il governo italiano per fronteggiare la forte crisi del settore auto e per trovare soluzioni finalizzate a contenere perdite che pesano già sul salario dei dipendenti.

Intanto, nonostante l’annuncio della cassa integrazione il gruppo Fiat tiene in borsa. Nella seduta odierna il titolo Fiat, infatti, fa registrare a Piazza Affari un lieve incremento dello 0,56%.

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