La stagflazione colpirà l’Unione Europea?

di Laura 1

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Il presidente della Bce ha affermato che l’aumento dei prezzi nel 2008 resterà abbondantemente al di sopra dell’obiettivo del 2% (tra il 2,6 e il 3,2% in base alle più recenti stime). Cause principali la crescita del costo dei prodotti alimentari, la crescita dei salari superiore alle previsioni ed ovviamente l’aumento dei costi dei prodotti energetici potrebbero far lievitare l’inflazione. Secondo la Commissione, i prezzi del greggio resteranno molto alti per tutto l’anno. Tutto questo spiega la riduzione delle previsioni di crescita dell’Eurozona per il 2008 di 0,4 punti percentuale (da 2,2% all’1,8%), nelle previsioni intermedie pubblicate dalla Commissione lo scorso 21 febbraio. Secondo il Presidente è necessario seguire la strada della moderazione salariale ed evitare aumenti automatici legati alla crescita dell’inflazione.

Joaquin Almunia, commissario Ue agli affari economici e monetari, commenta:

L’economia della zona euro continua ad affrontare difficoltà considerevoli e, malgrado i fondamentali restino solidi, comincia a sentire la crisi.

Nonostante la conferma che la condizione di fondo dell’economia è buona, soprattutto grazie alla forte crescita dei mercati emergenti , un elevato livello dei profitti aziendali, l’assenza di squilibri macroeconomici (conti esterni in equilibrio e buon livello di risparmio), la Commissione europea non ha aspettative del tutto positive.


Ma come è possibile che la recessione sia accompagnata da inflazione? Di regola durante una recessione le aziende per stimolare una domanda in discesa tendono a ridurre i prezzi, allora come può essere che una fase congiunturale non del tutto positiva sia accompagnata da un aumento del livello generale dei prezzi? Questo altro non è che l’enigma della stagflazione (recessione accompagnata da inflazione), le cui cause sono ancora argomento controverso degli economisti. Per esempio, un periodo caratterizzato da un grave aumento dei prezzi è stato senza dubbio provocato dallo “shock petrolifero” del 1973, causato dall’aumento delle quotazioni delle materie prime sui mercati mondiali, che più di altri ha innescato rilevanti cambiamenti nello scenario economico internazionale.

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