Petrobras passa da principale investitrice petrolifera a peggior compagnia del settore: il prezzo del petrolio non aiuta la società brasiliana

Petroleo Brasileiro SA, la società investitrice preferita tra le principali compagnie petrolifere mondiali in questa prima metà del 2008, è ora invece passata a rivestire il ruolo di peggiore compagnia del settore a causa delle pesanti perdite. Petrobras ha infatti fatto rilevare le performance più negative tra le dieci più importanti compagnie petrolifere pubbliche sin dal mese di maggio. Il titolo della compagnia brasiliana ha perso ben il 53% del suo valore, a causa della brusca caduta dei prezzi dell’energia e della grave crisi finanziaria che hanno bloccato o reso vani gli sforzi volti allo sfruttamento della più grande piattaforma scoperta negli ultimi trenta anni nel continente americano.

 

Il trend dei profitti rallenterà inesorabilmente dall’80% nel terzo trimestre del 2008 ai miseri 6,2 punti percentuali del prossimo anno, secondo alcune previsioni. Gianna Bern, presidente della Brookshire Advisory & Research Inc. di Flossmoor (Illinois), si è così espressa al riguardo:

Il calo nei prezzi del petrolo le attuali crisi finanziarie andranno ad intaccare in buona parte Petrobras. L’esplorazione sottomarina a costi molto alti, con un alto rischio e un petrolio a 60 o 70 dollari saranno lo stimolo a una rivalutazione delle loro priorità di sviluppo.

 

Dopo aver superato Microsoft Corp. e dopo aver raggiunto il sesto posto come maggiore compagnia come valore di mercato in maggio, Petrobras è scesa al trentunesimo posto, perdendo posizioni nei confronti di società come Pfizer Inc. (attiva nella produzione di farmaci) e China Construction Bank Corp. La società sudamericana potrebbe necessitare ora di finanziare il proprio capitale, spendendo più di 30 miliardi di dollari ogni anno per i propri progetti. Joseph Stainslaw, economista e co-autore del libro “The Commands Heigths: the battle for the world economy”, ha fornito il suo parere al riguardo:

Sicuramente è una situazione molto complicata per quelle compagnie che non hanno molto denaro, in special modo quelle che sperano di sviluppare grandi progetti come in Brasile.

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