Russia e Ucraina alla guida di una nuova zona di libero scambio

di Simone Ricci 1

La ex Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche è destinata a rivivere dopo oltre vent’anni? Le varie nazioni che componevano il blocco in questione sono protagoniste di un accordo volto a creare una zona di liberi scambi dal punto di vista commerciale: è scontato ricordare che le due principali economie, vale a dire Russia e Ucraina, sono in cima alla lista dell’accordo in questione, una sorta di rivisitazione di un passato commerciale non troppo lontano nel tempo. L’intesa, tra l’altro, viene a realizzarsi subito dopo che l’Unione Europea ha cancellato una recente riunione col presidente ucraino Viktor Yanukovych, poco intenzionato ad ascoltare le pressioni occidentali che gli chiedevano e gli chiedono tuttora di rilasciare dalla prigione l’ex premier Yulia Tymoshenko.

Appare evidente, comunque, come sia Mosca a voler attrarre Kiev nella sua sconfinata orbita. Come ha spiegato il primo ministro russo, Vladimir Putin, la creazione di una simile zona commerciale non contraddice affatto i dettami e le norme del Wto (l’Organizzazione Mondiale del Commercio), anzi vuole essere una entità parallela. La Federazione Russa intende pertanto dare una nuova scossa al commercio internazionale entro la fine di questo 2011, dopo aver condotto trattative serrate con molti paesi. In effetti, l’accordo è stato sottoscritto anche dalla Moldavia, dalla Bielorussia, dal Tajikistan e dall’Armenia, ma anche dal Kazakistan e dal Kyrgyzstan (alcune di queste economie sono tra le più povere al mondo). In particolare, i governi di Mosca, Minsk e Astana hanno già rodato una sorta di cooperazione, visto che da diverso tempo hanno dato vita a un gruppo commerciale denominato Customs Union.

Quest’ultima sta pianificando per il prossimo 1° gennaio lo Spazio Economico Comune, il quale andrà a coordinare in maniera più efficace le politiche macroeconomiche dei vari membri, oltre alle regole sulla concorrenza e ai sussidi destinati all’agricoltura. Si realizza così il sogno dello stesso Putin, fortemente intenzionato a creare una unione economica euroasiatica in grado di competere con altri blocchi commerciali.

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