Petrolio WTI ai minimi da ottobre 2011

di ND82 Commenta

Non si placa la tensione sui prezzi del petrolio che, dopo aver registrato pesanti vendite nel mese di maggio, anche a giugno sembra poter restare saldamente in una spirale ribassista di medio periodo. Il petrolio WTI, riferimento per il mercato americano, ha sfiorato oggi 81$ al barile scendendo sui minimi da ottobre 2011. Intanto, venerdì il petrolio Brent – riferimento europeo del Mare del Nord – ha perforato la soglia di 100$ al barile chiudendo sotto 98,5$ al barile. Messe da parte le tensioni geopolitiche legate alle sanzioni all’Iran, al momento non ci sono segnali in grado di ribaltare la tendenza ribassista in atto.

La maggior parte degli analisti finanziari ritiene che il trend ribassista del petrolio possa proseguire ancora quest’estate, soprattutto se il dollaro americano continuerà ad essere forte sui mercati valutari. Secondo Ole Hansen di Saxo Bank, il petrolio Brent potrebbe scendere ancora di altri 20-25 dollari al barile a seguito del breakout ribassista della soglia dei 100$. La rottura di questo livello non è soltanto psicologico ma anche un segnale prettamente tecnico, che potrebbe spalancare le porte a nuove discese.

PETROLIO SCENDE A MAGGIO 2012

Il bearish trend del petrolio è ormai molto solido. Negli ultimi tre mesi il petrolio Brent è passato da un massimo di 128,25$ ad un minimo di 97,58$ (considerando i valori di venerdì). Si tratta complessivamente di una discesa superiore al 31%. Se passiamo al petrolio WTI la situazione resta molto negativa. Considerando lo stesso periodo di tempo, da area 110,5$ si è passati fino a un minimo di quasi 81$. La performance è negativa del 36%, se si considera il minimo di oggi.

PREZZO PETROLIO POTREBBE TORNARE A SALIRE NEL 2012 SECONDO L’AIE

Il petrolio WTI sembra ormai diretto verso 75$ al barile, mentre il Brent potrebbe scendere almeno fino a 90$. Lo spread WTI-Brent dovrebbe restare compreso ancora tra 15$ e 20$ al barile nei prossimi 2-3 mesi. Le indicazioni per il secondo semestre dell’anno restano negative, considerando le aspettative di forte rallentamento nelle aree economiche principali (Stati Uniti, Cina, Europa). Se dovesse esserci un nuovo round di quantitative easing, il quadro tecnico-fondamentale potrebbe leggermente migliorare e i target essere rivisti al rialzo.

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