Cipro dice no a piano anti-default

di ND82 Commenta

Torna a salire la tensione nell’area euro. Ieri pomeriggio il Parlamento cipriota ha detto no al piano anti-default proposto da Europa e Fondo Monetario Internazionale, che prevedeva il prelievo forzoso dai depositi bancari. Su 56 parlamentari, 36 hanno votato contro, 19 si sono astenuti e uno era assente. Ora per Cipro si fa largo l’ipotesi di un default disordinato, che potrebbe avere conseguenze catastrofiche per l’intera l’area euro. Le borse europee hanno chiuso tutte in ribasso, in particolare Milano (-1,6%) e Madrid (-2,2%). Lo spread Btp-Bund è salito a 336 punti.

Poco prima che avvenisse la votazione, il direttore del fondo salva-stati permanente ESM, Klaus Regling, aveva dichiarato che un’eventuale bancarotta disordinata di Cipro “allo stato attuale metterebbe in pericolo l’euro nel suo complesso”. Il rischio è che possa esserci un effetto-contagio pericoloso agli altri paesi periferici europei in difficoltà, una fuga di capitali e il tracollo della moneta unica sui mercati internazionali. Secondo Regling, Cipro dovrà trovare in ogni caso 5,8 miliardi di euro.

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Curiosità: questo importo cirrisponde precisamente all’esposizione delle banche tedesche verso la piccola isola europea. Intanto, ieri sera la reazione della Bce è stata immediata. L’Eurotower ha confermato “l’impegno a garantire la liquidità necessaria a Cipro entro il quadro delle regole previste”. Le rassicurazioni della Bce hanno evitato guai peggiori a Wall Stret, dove l’indice Dow Jones ha chiuso sulla parità, poco sotto i livelli più alti di sempre. E’ attesa per oggi la reazione della Germania, che potrebbe muovere i mercati attraverso le dichiarazioni sul caso-Cipro del cancelliere Angela Merkel.

COLLOCAMENTO BTP ITALIA AD APRILE 2013

Sul mercato forex l’euro ha vissuto chiaramente una giornata difficile. Il tasso di cambio euro/dollaro è sceso fin sotto 1,2850, sui minimi più bassi da fine novembre scorso. Forti vendite anche sui bond pubblici della periferia europea. In particolare, c’è da segnalare il balzo dello spread Oat-Bund fino a 104,8 punti. Intanto, all’orizzonte si profila un nuovo caso della delicata partita dell’eurozona: inizia a scricchiolare anche la Slovenia, alle prese con una grave crisi del proprio settore bancario. Il paese rischia il default, ma soprattutto di essere la prossima Cipro da salvare.

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