Per Papademos ultime trattative per evitare il default greco

di Simone Ricci 1

Il primo ministro greco Lucas Papademos ha pianificato per la giornata odierna una serie di discussioni con i principali leader politici del paese: l’argomento centrale sarà, e non potrebbe essere diversamente, l’implementazione di nuove misure fiscali per assicurare il secondo salvataggio a livello comunitario. Il default ellenico non è lontano e neanche gli ultimi tagli dell’esecutivo (1,5% del prodotto interno lordo per la precisione) sembrano essere utili per scongiurarlo, visto che la domanda da parte dei creditori è sempre più pressante. La preoccupazione più grande è che Atene abbia ormai superato tutti i limiti relativi all’austerity.

La settimana attualmente in corso dovrebbe essere quindi decisiva in tal senso. Una prima domanda riguarda il modo esatto con cui la Grecia riuscirà ad essere salvata, ad assicurare ai creditori privati una buona trattativa e a rimanere nell’eurozona allo stesso tempo. Come ha specificato il ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, il fallimento delle trattative attuali e dei piani che sono stati stilati significherebbero ulteriori sacrifici di grande entità. Su cosa si concentreranno i politici ellenici? Le urgenze prioritarie riguardano senza dubbio la risoluzione delle questioni collegate alla ricapitalizzazione delle banche, oltre alle assicurazioni sui tagli salariali e su altri costi per potenziare la competitività nazionale. La Grecia ha ancora bisogno di seicento milioni di euro in misure fiscali nel corso di tutto il 2012, non certo una cifra di poco conto.

Il paese, poi, è chiamato a pagare un bond da 14,5 miliardi di euro il prossimo 20 marzo, ma il presidente francese Nicolas Sarkozy ha escluso l’opzione della bancarotta, ricordando che non esistono finanziamenti senza riforme. La giornata odierna, infine, sarà caratterizzata dall’emissione di titoli del Tesoro per un ammontare complessivo di 625 milioni di euro (si tratta di strumenti a ventisei settimane per la precisione), una vendita di breve termine che rappresenta al momento l’unica fonte di finanziamento disponibile.

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