Air France spiazza Alitalia col suo risanamento gestionale

di Simone Ricci 1

Sicuramente lo stato d’animo più diffuso in queste ore in Alitalia sarà la delusione: in effetti, Air France-Klm sta approntando il proprio piano di risanamento per quel che concerne il management principale, ma questa operazione non vedrà coinvolto il primo vettore italiano, ma il colosso americano Boeing Company. Le perdite della compagnia transalpina sono più che mai evidenti, dunque allo stato attuale delle cose non si provvederà ad alcun aumento della quota che è detenuta proprio in Alitalia.

La flotta francese non subirà però alcuno svantaggio ed è proprio in questo ambito che subentra il discorso relativo alla Boeing; in pratica, non vi sarà nessun contenimento dei costi da questo punto di vista, anzi la stessa Air France si è avventurata in un ordine di notevoli dimensioni con la società di Chicago, tanto che alcune indiscrezioni hanno già messo in evidenza il probabile acquisto di venticinque jet 787 Dreamliner. Gli ordinativi sono senz’altro importanti, anche perché al numero appena elencato bisogna aggiungere le opzioni relative ad altri aerei, la cui configurazione precisa sarà quella dei 787-9, vale a dire i mezzi che presentano la fusoliere di lunghezza maggiore e che vantano un trasporto massimo di ben 290 passeggeri. Un simile elenco verrà a costare circa dieci miliardi di euro, dunque non si può non notare l’impegno dei francesi in tale segmento industriale.

Le decisioni dei franco-olandesi, però, non hanno spiazzato solamente Alitalia, ma anche Airbus, tradizionale fornitore delle vetture A-330, il quale è stato messo da parte per l’occasione. Se non altro, però, gli ordini in questione vanno a tutto vantaggio di Finmeccanica, dato che una delle sue principali controllate, la Alenia Aermacchi, avrà la possibilità di realizzare le componenti dei velivoli. La stessa Finmeccanica deve però far fronte all’accantonamento da 753 milioni di euro, una cifra davvero imponente, oneri non ricorrenti che devono essere collegati alla svalutazione del contratto per il 787.

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