Barilla ci prova negli Usa

di robertor Commenta

Barilla ci prova. Parzialmente delusa dall’immobilismo dei mercati più maturi europei, la società cerca di diversificare il proprio fatturato tentando la via americana. Gli Stati Uniti divengono in tal modo la nuova potenziale preda della politica commerciale della società operante nel settore della pasta, cercando la fortuna d’oltre Oceano mediante il lancio di una catena di ristoranti. Cerchiamo di comprendere quali sono le caratteristiche di questa nuova era di Barilla e perchè, in fin dei conti, la mossa potrebbe essere tutt’altro che azzardata.

Il core business di Barilla non cambierà. La società continuerà a produrre pasta da distribuire alla clientela retail con la solita intensità. Tuttavia, sbarcherà negli Stati Uniti con una propria catena di ristoranti che non potrà che rivolgersi agli amanti degli spaghetti & co., che nel mercato americano non dovrebbero certamente mancare, e non soltanto nella nutrita schiera italo – americana.

Ad annunciare la decisione della compagina italiana, conosciutissima in tutto il mondo per i suoi prodotti culinari, è stato il Wall Street Journal, che ha premesso il nuovo tassello nella strategia diversificatrice della società, che vuole evidentemente staccarsi dalla dipendenza dal mercato europeo, giudicato non più così attraente come un tempo, e profondamente alle prese con nuove ondate di crisi economica (che pur hanno permesso a Barilla di mantenere un fatturato stabile).

Di qui, la scelta di convincere gli americani a mangiare più pasta. Prima, però, occorre farsi conoscere da un mercato non certo facile con, principalmente, la volontà di lanciare una nuova catena di ristoranti a marchio Barilla, che possano fidelizzare la potenziale utenza a stelle e strisce. “La maggior parte degli americani mangia pasta, ma non molto spesso” – avrebbe affermato Guido Barilla, presidente della società – “c’è senza dubbio del potenziale per un’espansione negli Stati Uniti”.

Contemporaneamente, la società dovrebbe tagliare un po’ di rami secchi, dismettendo alcuni side business evidentemente ritenuti non di grande potenzialità (ne avevamo parlato anche qui: Barilla mette in vendita Lieken).

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