La Bce conferma i tassi al 4%

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La mattina è trascora in attesa della diffusione dei tassi della Bce. L’inflazione europea si è attestata ai massimi con il 3,1%, l’indice più alto da quando abbiamo la moneta unica e ben lontano dai parametri previsti a Maastricht che stabilivano un limite del 2%. Il rallentamento dell’economia americana già sta avendo i suoi effetti anche dall’altra parte dell’oceano.


Come molti analisti ed esperti finanziari avevano previsto la Bce ha lasciati i tassi invariati al 4,00%. Il tasso minimo sul rifinanziamento principale era stato portato a questo indice nel giugno scorso, con una stretta di 25 centesimi. Se la Bce avesse invece scelto di abbassare il tasso per far fronto all’inflazione avrebbe potuto mettere a rischio la crescita economica europea, dato il continuo crescere del prezzo del greggio e il rallentamento dell’economia americana. Anche il tasso sui depositi e quello marginale sono rimasti invariati, rispettivamente al 3 ed al 5%. La notizia è stata diffusa oggi verso le 13.45 e fino a quel momento tutti gli indici finanziari non si sono mossi in attesa della decisione delle banche centrali. La scelta fatta dalla Bce era apparsa già prima una scelta verosimile, ed è altrettanto verosimile che tali interessi vengano mantenuti ancora a lungo, a fino alla metà del 2008, se non per tutto l’anno. La scelta del Consiglio Direttivo è apparsa molto più prudente di quella dei colleghi d’oltreoceano che di fronte alla crisi dei mutui hanno deciso di difendere la crescita a spada tratta.

Ma l’attesa non è finita per la giornata di oggi:alle 19.00 Ben Bernanke,presidente della Federal Reserve darà una conferenza stampa. Le sue parole saranno utili per capire le priorità della banca centrale e le reali prospettive dell’economia. Il futuro della crescita europea, trainata dalla Germania, di fronte alla minaccia del carovita appare incerto.

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