Roma tra George Soros e John Fischer: la società giallorossa diventerà statunitense come Manchester e Liverpool?

di Redazione 3

Se la Juventus piace ad est, la Roma piace negli Stati Uniti. Ed è dagli Stati Uniti che viene George Soros e la sua ipotetica offerta. Ma quanto di vero c’è in tutto questo?

A dire la verità ad essere interessate alla società capitolina sarebbero in due, da una parte John J.Fischer e Casy Wasserman, dall’altra Soros ed un gruppo di imprenditori riuniti attorno alla banca Inner Circle di New York (che già aveva partecipato all’acquisto del Liverpool).

Si è già sentito di parlare di cifre (200 milioni di euro) ma per il momento ancora nessuna offerta è stata presentata. A destare sospetti sono innanzitutto le smentite poco convinte di Rosella Sensi e la presenza nella capitale di persone vicine al magnate di origine ungherese.


Le voci in questa direzione hanno provocato forte oscillazioni del titolo in Borsa: lunedì ha guadagnato il 17,56% a 0,782 euro e nel pomeriggio è stato sospeso per eccesso di rialzo. La Consob non ha perso tempo ed ha avviato accertamenti sulla società, già obbligata alla trasparenza e a presentare un comunicato mensile sulla situazione aziendale.

Secondo la Gazzetta Soros potrebbe già presentare un’offerta questa settimana o la prossima, e un incontro sarebbe stato fissato tra la Banca Rothschild, l’advisor di Soros, e l’avvocato De Giovanni, storicamente vicino alla famiglia Sensi. Soros non ha mancato di far sapere che Totti per lui “è un vero fenomeno”, mentre non si è preocccupato di smentire o negare il suo interesse per la società.

Il Tempo ieri ha scritto che Soros vorrebbe essere l’unico referente della società, mentre Fischer lascerebbe un certo spazio alla famiglia Sensi, motivo per cui potrebbe essere preferito il secondo, ma “conoscendo” Soros credo che se veramente è interessato alal società giallrossa se la prenderà, asta o non asta.

Chiunque acquisterà la squadra giallorossa dovrà fare i conti con un certo numero di debiti della Italpetroli, la società che controlla la Roma, e che ammonterebbero a 370 milioni di euro. Sarà asta tra i due statunitensi? Non credo. Credo anche che su una cosa i tifosi giallorossi dovrebbero riflettere: il Manchester United è proprietà dal 2005 di un imprenditore statunitense, Malcom Glazer, il Liverpool da un anno è nella mani George Gillet e Tom Hicks, entrambi statunitensi. E sarà un caso ma anche quest’anno si trovano a giocare la semifinale di Champions League.

Commenti (3)

  1. credo che sia arrivato il momento sia per la città di roma che per i tifosi della roma di pensare in grande e di prendersi soddisfazioni ad alti livelli…
    un plauso ai sensi che in passato ho criticato in quanto li reputavo capaci di fare di più mentre mi rendo conto solo ora che non potevano fare di più…
    ma il calcio ad alti livelli oramai è pane per società che possono permettersi grossi investimenti e quindi ben vengano il signor soros o mr fisher

Lascia un commento