Saipem utile quarto trimestre 2012 in calo del 30%

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Dal preconsuntivo 2012 di Saipem non sono arrivate sorprese, in quanto il calo dei profitti era stato ampiamente scontato dal mercato a seguito dell’annuncio del profit warning sugli obiettivi 2012-2013, avvenuto a mercati chiusi lo scorso 29 gennaio. A Piazza Affari il titolo Saipem ha guadagnato lo 0,58% a 20,9 euro. L’unica sorpresa giunta dai conti 2012 è il risultato netto dell’ultimo quarter, più basso rispetto alle stime di consenso. Infatti, nel quartro trimestre del 2012 i profitti netti di Saipem sono scesi del 30,2% a 180 milioni di euro.

Gli analisti avevano stimato un importo più alto a 200,5 milioni di euro. Complessivamente il 2012 si è chiuso con un utile netto di 902 milioni di euro, in calo del 2,1% rispetto all’esercizio 2011. L’utile operativo è sceso dello 0,8% a 1,4 miliardi di euro. Confermata poi la politica di pay-out sul dividendo, che sarà pari a un terzo dell’utile netto. Il cda di Saipem, presieduto dall’amministratore delegato Umberto Vergine, proporrà un dividendo di 0,68 euro per azione.

Nel 2011 il dividendo era stato di 0,7 euro per azione. La cedola andrà in pagamento il 203 maggio 2013 (lo stacco avverrà il 20 maggio). Sebbene il taglio al dividendo sia modesto (-2,9%), gli analisti si aspettavano una cedola invariata. L’indebitamento finanziario netto di Saipem è salito a 4,27 miliardi di euro, ovvero 1,08 miliardi di euro in più rispetto all’esercizio 2011. I ricavi sono aumentati del 6,2% a 13,36 miliardi di euro, battendo le stime degli analisti ferme a 13,205 miliardi di euro. In crescita i nuovi ordini a 13,39 miliardi dai 12,5 miliardi di fine 2011.

Per il 2013 Saipem ha confermato di attendersi un giro d’affari di 13,5 miliardi, un risultato operativo di 750 mlioni e un utile netto a 450 milioni di euro. Intanto prosegue l’indagine della Consob sul possibile insider trading effettuato da BlackRock, che avrebbe liquidato il 2,3% di Saipem poche ore prima dell’annuncio del profit warning evitando una perdita da diverse decine di milioni di euro (più o meno 100 milioni di euro). La casa di investimenti americana rischia una pesante multa.

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