L’inflazione in Brasile condiziona i tassi d’interesse

di Redazione 1

In Brasile l’inflazione potrebbe superare nel 2008 il 6,5%, è questo quello che dicono le ultime stime. Segnali negativi se si pensa che l’obiettivo della banca centrale brasiliana era un’inflazione al 4,5% con un livello massimo accettabile del 6,5%, soglia che potrebbe appunto essere superata se non ci fossero interventi di politica monetaria (interventi cioè sulla massa di liquidità interna al paese al fine di modificare l’offerta di moneta in modo da influenzare i tassi di interesse).
Proprio domani la banca centrale brasiliana si esprimerà sui tassi. Le attese sono di un aumento di almeno 50 punti base, il che porterebbe l’obiettivo per il tasso SELIC al 12,75% (è chiamato così in Brasile il tasso overnight di riferimento, il tasso cioè a cui le banche si prestano soldi per un arco di tempo di 24 ore).


Nel grafico sopra potete trovare l’andamento del PIL brasiliano dal 2006 a marzo 2008 (linea blu) , per il futuro lo scenario resta positivo, gli economisti si attendono una crescita del 4,8% nel 2008 e del 4% nel 2009 trainata dall’andamento positivo della domanda interna e dai buoni dati sulle esportazioni.

Intanto l’indice Bovespa della borsa brasiliana cerca di riprendersi dai minimi degli ultimi due mesi; ieri il rimbalzo è stato guidato da titoli che la scorsa settimana avevano sofferto.
I titoli del settore dell’acciaio e dei minerali sono saliti grazie ai segnali confortanti dell’aumento di domanda di materie prime; le utilities hanno beneficiato delle previsioni sui prezzi di acqua ed elettricità; il settore costruzioni ha avuto un andamento positivo per le buone aspettative sui profitti del settore.
Il +0,9% messo a segno ieri però, come già detto, appare essere solo un rimbalzo se guardiamo agli ultimi due mesi: dai massimi di maggio infatti l’indice è arretrato in misura superiore al 10%.
Da sottolineare però l’andamento del mercato brasiliano nell’ultimo anno, quindi dall’inizio della crisi dei mutui subprime. Mentre negli ultimi dodici mesi tutti i più grandi mercati azionari mondiali sono scesi significativamente, dal luglio scorso il Bovespa ha guadagnato circa il 5%, dando un importante segnale di forza.
Nel secondo grafico allegato potete vedere, uno accanto all’altro, l’andamento di tre significativi indici di borsa: il Bovespa, l’S&P 500 (le 500 maggiori società quotate in USA) e l’Hang Seng di Hong Kong (le maggiori società cinesi).
E’ interessante notare come solo il Bovespa brasiliano sia riuscito a restare in territorio positivo mentre sia il mercato azionario cinese e statunitense abbiano registrato cali non trascurabili.
photocredit-Yahoo!Finanza

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