Amazon, Codacons: boicottarlo a Natale

di Valentina Cervelli Commenta

Boicottare Amazon a Natale, chiedendo al Governo di mettere un “freno” al grande colosso dell’e-commerce a favore dei negozi di quartiere. Una richiesta per il Governo da parte del Codacons.

Comprare solo da negozi di quartiere

In un contesto di economia spicciola effettivamente potrebbe essere una soluzione praticabile per aiutare il commercio di quartiere e le vendite al dettaglio di molte attività, per lo meno in quelle regioni nelle quali la circolazione in città è concessa e non vi è limitazione agli spostamenti.

Non ci va leggera l’associazione, sottolineando come in questo modo, frenando ufficialmente big come Amazon sia possibile favorire i commercianti ora in difficoltà:

Qualora rimangano in vigore le restrizioni anti-Covid sul fronte dei negozi, le società dell’e-commerce come Amazon otterrebbero enormi benefici perché tutti gli acquisti degli italiani verrebbero trasferiti dai negozi fisici al web. se da un lato i consumi e le produzioni italiane potrebbero beneficiare dello shopping online, dall’altro vi sarebbe un danno enorme per il commercio al dettaglio tradizionale e una palese lesione della concorrenza e del mercato.

Il Codacons adduce anche delle motivazioni di tipo sanitario, evidenziando come il maggior numero di dipendenti di Amazon che si troveranno a contatto con i vari pacchi potrebbero favorire una maggiore possibilità di contagio. Qualcosa che in un negozio con ingressi controllati e misure in atto non accadrebbe.

Non tutti sono d’accordo con il boicottaggio

In Francia è nata una petizione che richiede ai firmatari di impegnarsi a non comprare su Amazon per favorire i commercianti al dettaglio di quartiere e sostenere in questo modo l’economia territoriale. Un’iniziativa che spinge anche verso l’applicazione dell’economia circolare e dei sui dettami per una spesa consapevole. E se qui in Italia Confesercenti appoggia idealmente la proposta del Codacons, richiedendo un maggiore equilibrio e concorrenza, non è tardata ad arrivare la risposta di Massimo Dona a capo dell’Unione Nazionale Consumatori:

I piccoli negozi vendano anche loro online. Lo fanno già le piccolissime botteghe. La soluzione al problema di uno squilibrio della concorrenza dovuto all’emergenza Covid e al lockdown non è tornare all’età della pietra, fare boicottaggi o limitare la possibilità dei consumatori di poter scegliere liberamente dove acquistare.

Come ricorda l’esperto, la concorrenza si fa aumentando l’offerta, non riducendola. E bisogna comunque tenere da conto che molte famiglie, già in difficoltà economica, riescono grazie ai prezzi di Amazon (che sia in Italia che in Francia mette a disposizione la sua infrastruttura a migliaia di commercianti, N.d.R.)a potersi permettere qualcosa che difficilmente diventa raggiungibile in un normale negozio.

Forse si dovrebbe puntare ad una maggiore equità lavorando sull’apporre, a questi big del commercio, la giusta pressione fiscale.