Bundesbank fiduciosa su prospettive economia

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La Banca Centrale della Germania ha affermato che l’economia tornerà a crescere fin dal primo trimestre dell’anno, grazie al rimbalzo della produzione industriale. A ricordarlo è la Bundesbank nel suo ultimo bollettino mensile, che contribuisce pertanto a rassicurare gli osservatori sui mercati europei, in merito alle speranze di rimbalzo della produttività nazionale e internazionale. Per poter vedere una ripresa italiana occorrerà invece attendere (forse) il terzo o il quarto trimestre 2013.

Secondo l’istituto monetario centrale tedesco, insomma, dopo il lieve calo dello 0,6 per cento registrato dal Prodotto interno lordo nel quarto trimestre del 2012, un ritorno dell’economia tedesca al segno positivo è già previsto nei primi tre mesi del 2013. Una dichiarazione piuttosto netta, con la quale la Bundesbank ha di fatti escluso qualsiasi possibilità di entrata in recessione da parte della Germania, un evento che sarebbe stato storico e alquanto significativo anche per il resto del Continente (vedi anche Crisi dell’euro ha contagiato la Germania secondo Draghi).

Più nel dettaglio, la banca federale ha dichiarato come “le aspettative congiunturali nell’economia tedesca sono migliorate molto rapidamente e in misura considerevole negli ultimi tre mesi” in virtù anche del “calo dell’incertezza legata alla crisi del debito nell’eurozona” che sta attenuando “il percepibile attendismo negli investimenti”. Segnali che – secondo la banca – porterebbero a valutare una possibile ripresa dell’economia dalla crisi nel brevissimo termine, supportata dal miglioramento della fiducia degli investitori a gennaio e ad un inaspettato calo della disoccupazione.

E per il resto del 2013? La banca guidata da Jens Weidmann ha stimato un proseguimento della ripresa, anche se in maniera evidentemente molto graduale. In particolare, per il 2013 la Bundesbank ha dichiarato di attendersi che la Germania chiuda il bilancio in deficit, con un calo di circa lo 0,5 per cento, dopo l’attivo strutturale dello 0,1 per cento del prodotto interno lordo, riscontrato per la prima volta in cinque anni nel 2012 (vedi anche Rischio bolla immobiliare in Germania).

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