Germania porto sicuro per gli investimenti

La Germania continua ad essere il paese in grado di attrarre i grandi investitori internazionali, sia nei momenti di maggiore euforia dei mercati finanziari sia quando scoppiano pericolose turbolenze. Sebbene l’economia tedesca stia rallentando vistosamente, complice la recessione nella maggior parte dei paesi dell’area euro, la fiducia delle imprese tedesche resta elevata, come dimostrata dall’indice Ifo business climate pubblicato giovedì scorso. Il costo del debito di Berlino è la metà di quello americano e sei volte più basso di quello italiano. La borsa di Francoforte è ai massimi di sempre.

Bundesbank contro piano salva-euro Bce

La Bundesbank torna ad attaccare il piano salva-euro della Bce, messo a punto tra fine agosto e inizio settembre 2012 attraverso il lancio del cosiddetto “OMT” (Outright Monetary Transactions), noto anche come scudo anti-spread. Ebbene, secondo il dipartimento affari legali della “Buba”, il piano salva-euro dell’Eurotower non sarebbe affatto necessario. Inoltre, se lo scudo anti-spread venisse realmente messo in pratica, ci sarebbe il pericolo di mettere a rischio il denaro dei controbuenti tedeschi e di violare i Trattati europei, che vietano il finanziamento monetario dei deficit pubblici.

Bundesbank fiduciosa su prospettive economia

La Banca Centrale della Germania ha affermato che l’economia tornerà a crescere fin dal primo trimestre dell’anno, grazie al rimbalzo della produzione industriale. A ricordarlo è la Bundesbank nel suo ultimo bollettino mensile, che contribuisce pertanto a rassicurare gli osservatori sui mercati europei, in merito alle speranze di rimbalzo della produttività nazionale e internazionale. Per poter vedere una ripresa italiana occorrerà invece attendere (forse) il terzo o il quarto trimestre 2013.

Germania rimpatrierà quasi 700 tonnellate d’oro

La Bundesbank, ovvero la Banca Centrale tedesca, rimpatrierà 674 tonnellate d’oro entro il 2020. Il valore dell’oro che sarà riportato in Germania dall’estero corrisponde a circa 27 miliardi di euro. Ad annunciare la notizia è stato Carl-Ludwig Thiele, membro del consiglio direttivo della “Buba”. Secondo Thiele l’obiettivo dell’istituto centrale teutonico è quello di conservare all’interno dei propri confini nazionali circa la metà delle 3.391 tonnellate d’oro possedute dalla Germania, che attualmente è il secondo paese al mondo con maggiori riserve d’oro (al primo posto ci sono gli Stati Uniti, al terzo posto l’Italia, quarta la Francia e quinta la Cina).

Nessun tetto allo spread?

Proposto (forse) e abbandonato (certamente): è questo il mesto destino del “tetto allo spread”, preannunciato dalla Banca centrale europea – così dicevano le indiscrezioni – e posto al di sotto della morsa oppositrice delle autorità tedesche, fermamente contrarie all’ipotesi di un limite predefinito, oltre il quale l’istituto monetario interverrebbe con l’acquisto diretto di titoli di Stato emessi dai Paesi maggiormente in difficoltà. Per evitare di parlare di un passo indietro, la Bce ha emesso un comunicato precisando come sia “ingannevole parlare di scelte neppure ancora discusse dal board”.

WestLB: la prima vittima europea della crisi dei mutui subprime

La WestLB, la banca pubblica tedesca, ha annunciato una perdita di 1 miliardo di euro ma ha anche subito aggiunti che i suoi azionisti provvederanno a fronteggiare le perdite con l’immissione di capitali freschi. Gli azionisti principali della banca tedesca, casse di risparmio regionali e lo stato del Nord Reno-Westfalia, si sono dunque impegnati a coprire le svalutazioni future previste. Nei mesi scorsi si era spesso parlato di una fusione tra la WestLB e la concorrenteLandesbank Hessen-Thueringen, fusione che darebbe vita ad un colosso delle banche pubbliche; in seguito all’annuncio delle perdite sembra che la fusione verrà accellerrata così come una ristrutturazione dell’asset della banca, così da favorirne la stabilizzazione. La fusione però porterebbe inevitabilmente al taglio di almeno un terzo dei posti di lavoro.