Deutsche Bank, è crisi?

di Sandro Argenti Commenta

Non è durato abbastanza il beneficio proveniente dall'intervento ufficiale sul mercato da parte della banca tedesca: una nota in cui spiegava di avere la liquidità sufficiente per i rimborsi.

Anche il primo gruppo di credito tedesco sta attraversando giornate di tensione in questa fase delicatissima per i mercati. Ciò è la riprova di quanto sia tempestoso il mare nel quale navigano gli investitori.

Proseguono le vendite su Deutsche Bank, all’indomani del tonfo che ha portato il titolo ai minimi di sempre a causa dei timori sulla capacità dell’istituto di rimborsare le cedole di un bond subordinato. Oggi l’azione ha provato a reagire, ma come il resto dei mercati ha poi girato di nuovo al ribasso.

Non è durato abbastanza il beneficio proveniente dall’intervento ufficiale sul mercato da parte della banca tedesca: una nota in cui spiegava di avere la liquidità sufficiente per i rimborsi. “Nel 2016 la nostra capacità di pagamento è prevista a circa 1 miliardo di euro, sufficiente per coprire il coupon AT1 che al 30 aprile sarà circa di 350 milioni di euro”, ha scritto Deutsche Bank nella nota, aggiungendo: “Nel 2017 la capacità di pagamento stimata è di 4,3 miliardi prima dell’impatto del risultato operativo, grazie al completamento della cessione del 19,99% di Hua Xia Bank of China e di ulteriori riserve pari a circa 1,9 miliardi a disposizione per compensare le perdite future”.

I titoli del gruppo sono crollati dopo le dichiarazioni degli analisti di Creditsights, secondo cui il colosso tedesco potrebbe far fatica a pagare i coupon sui co-co bonds qualora i risultati operativi dovessero essere peggiori del previsto o i costi di litigation superiori alle attese. Su questi timori, i cds sul debito del gruppo – assicurazioni contro il suo fallimento – sono saliti ieri a 236 punti, un livello non raggiunto nemmeno nemmeno nei momenti più bui della crisi finanziaria del 2008. La corsa è poi proseguita anche oggi, come mostra il grafico.