Perché gli spread scendono nonostante la grave crisi?

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I rendimenti dei titoli di stato dei paesi dell’area euro sono in costante calo ormai dalla scorsa estate. Il trend discendente dei tassi non riguarda soltanto i paesi “core”, ovvero Germania, Finlandia, Olanda, Belgio, Francia e Austria, bensì anche i cosiddetti “Piigs”, ovvero Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna. Ciò vuol dire che le “mani forti” (hedge funds, fondi pensione, family office, banche e assicurazioni) stanno facendo incetta di questi titoli, non curandosi affatto dei problemi macroeconomici e di finanza pubblica presenti in molti di questi paesi.

Perché comprano titoli che potrebbero essere rischiosi? La risposta può essere ricercata nelle mosse delle grandi banche centrali mondiali. Molti istituti hanno provato a risollevare le proprie economie con vere e proprie “droghe monetarie”. In primo luogo il costo del denaro è stato schiacciato verso lo zero, in secondo luogo le banche centrali hanno iniziato ad aumentare la base monetaria iniettando liquidità a costo zero. Da questo punto di vista Stati Uniti, Giappone e Regno Unito sono in prima fila.

In particolare, la Fed stampa 88 miliardi di dollari al mese (960 miliardi all’anno), la Bank of Japan 700 miliardi di dollari all’anno. Da giugno 2007, ovvero poco prima dello scoppio della bolla dei mutui subprime e del collasso dei mercati, le banche centrali mondiali hanno iniettato nel sistema 22.675 miliardi di dollari. Oggi, secondo Bloomberg, l’ammontare di liquidità in circolazione è pari al 77% del pil globale. Così, mentre i tassi di Usa, Giappone e Regno Unito vanno verso lo zero, gli investitori comprano i bond governativi dell’area euro (Piigs compresi) perché hanno rendimenti più elevati.

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E’ per questo che abbiamo i titoli di stato area euro in bull market. Gli spread sovrani europei continuano a diminuire. L’Irlanda, che un paio d’anni fa chiede aiuti alla troika per evitare il default, paga il 3,7% sui bond decennali, meno dell’Italia che paga il 4% circa. La Francia, che ha gravi problemi di deficit, ha uno spread di appena 50 punti base con il Bund tedesco. I tassi italiani a due anni sono scesi sui minimi storici all’1,267%. Lo spread Btp-Bund è tornato sotto 280 e potrebbe scendere ancora molto. Nel mondo finanziario odierno i capitali vanno a caccia del più alto profitto nel minor tempo possibile.