Odissea dei precari: 4,3 mln dipendenti aspettano rinnovo

di Redazione 1

Con il termine precariato si intendeva, almeno fino a poco tempo fa, quella categoria di lavoratori che non avevano sicurezza sulla continuità del rapporto di lavoro, ma a questo fardello se ne aggiunge un altro: la bassa remunerazione, la mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura. A fine settembre risultano in attesa di rinnovo 31 accordi contrattuali, relativi a circa 4,3 milioni di dipendenti, comunica l’l’Istat, precisando che la quota di dipendenti che aspettano il rinnovo e’ pari a uno su tre. La situazione peggiora nel settore pubblico, dei circa 4,3 milioni di dipendenti che aspettano, circa tre milioni sono del pubblico impiego, il resto é relativo ad aziende private. Analizzando il settore privato nel dettaglio, la copertura contrattuale risulta al 100% nel settore agricolo, del 98,4% nell’industria e del 68,6% nei servizi.

Intanto sul web sta facendo “scalpore” una proposta lavorativa comparsa sul sito del PD: «Per favore eliminate lo sfruttamento degli stagisti dentro il Pd e regolarizzate i lavoratori secondo contratto». «Predicate bene e razzolate male». «Non siete voi a criticare sempre il precariato?». Da qualche ora la pagina Facebook di Pierluigi Bersani è piena di commenti di elettori che si sentono offesi nonchè traditi. Sembra che un annuncio pubblicato sul sito ufficiale del Partito Democratico abbia generato queste conseguenze da parte gli utenti. Il settore creativo della Comunicazione Pd cercava stagisti: sei mesi di tirocinio, 4 ore al giorno, 400 euro al mese. Da qui la protesta del web, si sprecano le lamentele, secondo le quali uno stipendio di soli 400 euro, per una lavoro del genere é assolutamente sottopagato e contribuisce ad aumentare il circolo vizioso della precarietà. Non si sono fatte attendere le risposte del partito:

Si tratta di un’opportunità per i giovani di lavorare in prima linea entrando in relazione diretta con le esigenze, le procedure, i tempi della comunicazione politica – si legge nel bando -.

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