Forex outlook positivo sull’euro nel 2013 secondo S&P

di ND82 Commenta

L’agenzia di rating Standard & Poor’s, che fino a pochi mesi fa aveva bersagliato i paesi della zona euro con raffiche di downgrade a catena, vede rosa per l’euro nel 2013 sottolineando l’importanza del lavoro svolto da Mario Draghi alla guida della BCE. Grazie alle mosse del banchiere italiano, il rischio che la zona euro possa finire in frantumi è sempre più remoto. E’ questa l’opinione di Paul Sheard, chief economist e head of research di Standard & Poor’s, che ha ha una view positiva sull’euro per il prossimo anno.

Nel corso della presentazione del 2013 Global credit outlook: tha ball is in the policymaker’s court, il guru di S&P ha dichiarato che “se si considerano gli eventi dell’ultimo anno, il passaggio di consegne a Francoforte da Trichet a Draghi è stato molto importante”. Sheard fa notare che Trichet era “il perfetto esempio dell’alto funzionario dell’eurozona, molto capace e competente”, ma Mario Draghi, Phd in Economia al MIT, “aveva e ha anche una grande esperienza di mercato”.

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L’esperto di S&P loda l’attvità di Draghi alla BCE fin dal primo giorno. All’inizio ha tagliato i tassi di interesse e lanciato subito le operazioni di rifinanziamento a lungo termine (Ltro). La vera svolta è arrivata a luglio scorso quando lanciò un messaggio molto forte ai mercati dichiarando: “Credetemi, faremo, la BCE farà, tutto quanto è necessario per salvare l’euro”. Da allora l’euro ha cambiato marcia sui mercati internazionali delle valute. Dai minimi annuali di area 1,2040 di fine luglio, l’euro è salito fin sopra 1,33 sul dollaro americano in poco meno di 5 mesi, guadagnando il 10,5% circa.

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Dal fronte dei debiti sovrani, secondo Curt Moulton – responsabile mondiale per Standard & Poor’s dei rating sovrani – “ci sono attese negative per il Giappone”, mentre “per la maggior parte dei paesi dell’eurozona la buona notizia è rappresentata dai progressi verso una maggiore unione politica ed economica che sia di completamento all’Unione monetaria”. Secondo gli esperti di S&P il 2013 potrà essere l’anno della svolta per l’Unione monetaria europea.

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