Aumento capitale Fonsai solo se c’è accordo con Unipol

di robertor Commenta

L’avvio della procedura di aumento del capitale sociale è prevista solamente a maggio, ma le turbolenze in merito al riassetto del polo assicurativo potrebbero minarne il buon esito già nelle prossime settimane. Stando a quanto affermato da una serie di comunicati delle ultime ore, infatti, le banche garantirebbero il proprio appoggio alla ricapitalizzazione di Fonsai solamente nell’ipotesi di un buon esito dell’operazione di integrazione con Unipol.

La relazione illustrativa ai soci, redatta dalla società in risposta alla richiesta della Consob sul termine ultimo entro il quale sarà necessario perfezionare l’operazione di ricapitalizzazione lascia pertanto pochi margini di interpretazione. Entro quella data sarà infatti necessario verificare le condizioni alle quali sono soggetti gli accori alla base dell’integrazione delle due compagnie. Se vi sarà qualche intoppo, l’aumento di capitale rischia di andare in territorio di delusione.

FONSAI UNIPOL IL PROGETTO DI INTEGRAZIONE VA AVANTI

Mediobanca e gli altri istituti di credito sembrano infatti esser stati piuttosto chiari: quanto agli impegni preliminari da loro assunti sulla disponibilità a partecipare alla sottoscrizione dell’aumento di capitale, gli stessi sembrano essere “strettamente connessi al positivo esito della prospettata operazione di integrazione”, “non essendo stata al momento fornita analoga garanzia per la compagnia in ottica stand alone”.

In termini meno criptici, le banche saranno liete di accompagnare Fonsai nell’operazione di ricapitalizzazione se questa avverrà all’interno del previsto panorama di integrazione con Unipol. Ma l’appoggio potrebbe essere ritirato se – come sembra tuttavia poco probabile – la transazione non andrà in porto.

In questa seconda ipotesi, pertanto, Fonsai  desidera rassicurare i propri investitori, affermando che “valuterà tempestivamente ogni opportuna iniziativa volta a dare comunque esecuzione all’aumento di capitale proposto”, in particolare verificando “la possibilità di rinegoziare gli accordi in essere per l’organizzazione di un consorzio di garanzia, nel contesto comunque di un piano di risanamento che dovrà essere conforme alla disciplina di settore”.

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