Perdite della crisi finanziaria: meglio investire in oro o immobili?

di Redazione 1

La crisi iniziata nel 2007 prosegue inesorabile, bruciando i risparmi di migliaia di famiglie. Sono stati piazzati dai promotori diversi prodotti finanziari “a basso rischio” che hanno finito per mandare in rovina persone di tutto il mondo. In mezzo alla tempesta dei Mercati alcuni pensano che la crisi sia finita e mantengono le posizioni in essere aspettando la ripresa.

Poi vi è chi non ha ancora perso tutto e tenta in qualsiasi modo di uscirne limitando le perdite: il primo pensiero che raggiunge le menti di chi si ritrova il conto corrente smagrito è quello di cercare immediatamente un altro settore o prodotto a cui affidare i propri averi sperando di recuperare le perdite subite.

Comunemente si tende a pensare ad investimenti cosiddetti “sicuri” come l’oro, o l’immobiliare. Ma sono veramente delle soluzioni? Una casa non perderà mai il proprio valore? Un lingotto d’oro ci garantisce tra qualche anno un prezzo di vendita migliore?

Propongo di seguito un grafico molto semplice: trattasi del contratto future sull’oro a partire dalla fine del 2004. Senza studiare il grafico, vediamo che nell’arco di più di 3 anni e mezzo il suo valore è passato da circa 400 a circa 1040. Da 1040 (massimo segnato in questo arco di tempo) è poi sceso fino a 750, infine staziona al giorno d’oggi intorno agli 896.

Se avessimo acquistato dell’oro intorno a Marzo 2008 (quando c’è stato il massimo), avremmo guadagnato? Il grafico parla chiaro: no. Avremo acquistato a circa 1000 e ora vale circa 900.

Può darsi che negli anni a venire il lingotto aumenterà il suo valore, ma fino a quanto siamo disposti a rischiare? E per quanto tempo possiamo tenere impiegati i nostri capitali aspettando prezzi migliori per chiudere le posizioni?

Queste sono tutte domande fondamentali per chi intende investire.

Per ultimo, riprendiamo una regola di Gann: dividere il rischio su più titoli. Ogni investitore dovrebbe suddividere il suo capitale in diverse parti (a seconda della propria disponibilità, delle opportunità che si hanno, e della propensione al rischio) e investirle in strumenti diversi: ad esempio, se pensiamo che l’oro sia destinato a salire, vi investiremo una parte dei nostri averi. Con un’altra parte si possono acquistare immobili. Un’altra fetta di capitale può essere investita in azioni svalutate (e in un periodo come questo, non è difficile trovarne).

Si ricordi infine che non esistono investimenti sicuri: il rischio c’è sempre, ma esiste anche la possibilità di ridurlo notevolmente.

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