Bitcoin, ancora un attacco di Janet Yellen

di Valentina Cervelli Commenta

Ancora un duro attacco di Janet Yellen contro il Bitcoin, reo di essere un asset economico “altamente speculativo“, inefficiente per il tipo di transazioni che lo riguardano  e uno strumento finanziario utilizzato anche per illeciti. Il neo ministro del Tesoro americano, come spesso accade con questa criptovaluta, non ci va assolutamente leggero e attacca su tutti i fronti.

Bitcoin e Yellen, antipatia di vecchia data

Una posizione quella dell’ex governatore della Fed che non è assolutamente nuova, ma che viene ritirata dall’esperta per sottolineare come il Bitcoin non debba essere considerato una valuta sicura. Un giudizio che ovviamente ha colpito sul vivo la moneta digitale ed ha portato a un calo del suo prezzo pari al 17%, facendo scendere il valore di BTC da 58.532 dollari a circa 47.400 dollari.

Che non scorra buon sangue tra Janet Yellen e le criptovalute è ormai risaputo. Intervenendo alla conferenza sul tema organizzata dal New York Times ha spiegato:

Non credo che il Bitcoin sia ampiamente utilizzato come meccanismo di transazione. È un modo estremamente inefficiente di condurre le transazioni e la quantità di energia che viene consumata nel processare quelle transazioni è sconcertante.

Di diverso avviso sembra essere l’ex presidente della Fed, per ciò che concerne il dollaro digitale: e la differenza consterebbe nel fatto che pur essendo basato su una blockchain, in questo caso si parlerebbe di uno strumento regolato direttamente dalla Banca Centrale Americana che potrebbe portare ad un sistema di pagamento più sicuro, più veloce e più sostenibile anche dal punto di vista economico.

Alcuni spunti di riflessione sulle criptovalute

Gli spunti di riflessione proposti dal ministro del Tesoro americano riguardano principalmente quelli che sarebbero gli effetti dell‘utilizzo di massa delle criptovalute sul classico sistema bancario e sull’economia in generale. Ciò che preoccupa la Yellen è la mancanza di stabilità di questi asset, per i quali non è ancora possibile stabilire quali sarebbero le conseguenze di un utilizzo e soprattutto: come gestire il tutto dal punto di vista della legalità? Per l’esperta uno dei maggiori problemi che riguardano le criptovalute sono il riciclaggio di denaro e ad altre possibili truffe.

Ricapitolando: una CBDC per Janet yellen può essere possibile una volta chiariti tutti i problemi relativi alla sicurezza e alla sua gestione, al pari di quello che sta succedendo in Europa con l’euro digitale. Differente discorso è quello delle criptovalute che vengono viste dalla stessa come un asset dal quale tenersi alla larga.

C’è da chiedersi, con il mondo che cambia continuamente e con la sua necessità di trovare strumenti di pagamento adeguati al cambiamento delle esigenze, se la posizione tenuta dal ministro del Tesoro americano non sia troppo severa rispetto alle attuali necessità del suo paese.