Confindustria avanza la proposta di blocco del Tfr per superare la crisi

di Redazione 2

La Confindustria fa sapere, attraverso le parole del suo presidente Emma Marcegaglia, intervenuta a Foggia nell’ambito di un incontro con la stampa promosso dall’Associazione Industriale locale, come intende sostenere le imprese italiane, ormai in grosse difficoltà a causa della notevole difficoltà ad ottenere liquidità dagli istituti creditizi: la “ricetta” dell’organizzazione rappresentativa di imprese e imprenditori italiani prevede di bloccare per un anno in azienda i versamenti per i Tfr, i trattamenti di fine rapporto. Secondo Marcegaglia non è certo azzardata una soluzione di questo tipo, i flussi di Tfr non andrebbero all’Inps per un anno, ma sarebbero trattenuti proprio all’interno delle stesse imprese.

L’alternativa al mantenimento interno di queste quote, per la Confindustria, è quella di creare attraverso il loro accumulo una sorta di fondo di garanzia che sia di ausilio per il sostegno delle piccole e medie imprese. Come ha poi aggiunto la stessa Marcegaglia, sempre nel corso del meeting:

La questione relativa al credito è senz’altro fondamentale e sono dunque necessarie decisioni concrete, perché la mancanza di credito porterebbe come prima conseguenza al blocco del sistema delle imprese, in misura maggiore nel sud Italia.

La Confindustria, dunque, segue da vicino l’esempio dei governi internazionali, soprattutto quelli dei paesi europei, ma anche degli Stati Uniti e della Cina, nel richiedere a gran voce che anche l’esecutivo italiano sostenga l’economia del paese in maniera decisa.

La Confederazione dell’Industria Italiana mette al primo posto tra le priorità quella del sostegno all’economia e alle imprese, pur senza minimizzare il problema attuale del debito pubblico. Ma Marcegaglia non si è limitata solamente a questa proposta di blocco del Tfr: la leader di Confindustria ha infatti anche suggerito una proposta secondo cui la Cassa Depositi e Prestiti (l’ente pubblico che si occupa del finanziamento degli investimenti statali e di altre opere) dovrebbe anticipare i crediti delle imprese con le pubbliche amministrazioni.

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