Fincantieri: Giuseppe Bono ha il sostegno dei sindacati

di Clara Commenta

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Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, ha incassato il sostegno dei sindacati allarmati in merito ad una possibile sostituzione con l’amministratore di Atac, Paolo Simioni.

Era stato Il Fatto Quotidiano ad anticipare – qualche giorno fa – la notizia della possibile sostituzione.

Come si legge nell’articolo, la sostituzione sembra sia voluta dal sottosegretario per gli Affari regionali Stefano Buffagni, che avrebbe girato la richiesta all’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo. Quest’ultimo dovrebbe portare il nuovo nome all’attenzione del consiglio di amministrazione della Cdp il 6 marzo.

Immediata la dichiarazione della RSA dirigenti Fincantieri di Trieste, che tramite una nota hanno espresso contrarietà su questo cambio al vertice. “Come Dirigenti di Fincantieri – evidenziano – non possiamo non rimarcare come il verificarsi di questa eventualità costituisca un gravissimo rischio per il futuro della nostra azienda. Fincantieri è un’eccellenza, che non può essere data per scontata in quanto frutto di azioni di medio e lungo periodo, alcune delle quali in corso e non interrompibili, che devono essere completate in logica di continuità per non vanificare tutto il lavoro fatto fino ad oggi”.

“La continuità di azione dell’attuale management – concludono -, che ha dimostrato la capacità di ottenere risultati straordinari, è l’unica via per proseguire nello sviluppo della nostra azienda”.

“Fincantieri non si tocca” gli fa eco la R.S.U. Fim-Uilm Fincantieri di Monfalcone, che aggiunge: “L’Amministratore Delegato dott. Bono, con una politica lungimirante condivisa con le organizzazioni sindacali ed i lavoratori, anche attraverso confronti e scontri, nel corso degli anni ha reso questa Azienda leader campione mondiale conquistando mercati civili e militari in ogni continente, garantendo la crescita dell’occupazione con carichi di lavoro mai registrati nella storia della navalmeccanica, investimenti e soprattutto, gettando le basi per continuare un percorso di crescita attraverso processi di alleanze internazionali”.

“Le navi sono una cosa seria, Fincantieri è una cosa seria. Vogliamo che non sia una questione di poltrone. Chiediamo rispetto per il lavoro, pretendiamo rispetto per chi porta valore al paese”, questo il messaggio chiaro della rappresentanza sindacale di Monfalcone.

Per la Segreteria FIM-CISL e UILM-UIL provinciale di Venezia “ipotizzare la sostituzione dell’attuale amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono è pura miopia istituzionale”.

“Il Governo – osservano i sindacati – deve sapere che i lavoratori e le lavoratrici di Fincantieri non consentiranno, in silenzio, la mercificazione della più grande azienda cantieristica del mondo. Questo non è un gioco. Una eccellenza italiana come quella dell’azienda guidata dall’attuale ad Bono va tutelata e difesa senza alcun indugio”.

“Giù le mani da Fincantieri” è il commento immediato del segretario generale della Uilm di Genova, Antonio Apa.

“Stupisce apprendere da notizie giornalistiche – dice Apa – che un presidio industriale di questa dimensione, con il concorso dei lavoratori e con la lungimiranza del dott. Bono, venga messa in discussione volendone sostituire l’attuale gruppo dirigente con un tal Paolo Simioni, ad Atac, la disastrata azienda tranviaria di Roma. Mi limito ad osservare che la politica dovrebbe tenere conto dei successi che Fincantieri ha portato al rilancio dell’industria italiana e del sistema paese”.

“Sarebbe incredibile – sottolinea il sindacalista – che ancora una volta la politica mettesse becco nell’avvicendamento di gruppi dirigenti in scadenza solo per fare occupare poltrone agli amici degli amici, distruggendo il lavoro fatto finora in Fincantieri”.

Dichiarazioni a sostegno di Giuseppe Bono sono arrivate anche dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che dice: “Credo che cambiare allenatore di una delle poche squadre vincenti sarebbe semplicemente folle. Bono ha fatto uno straordinario lavoro. Qualche anno fa, Fincantieri rischiava un forte ridimensionamento se non la chiusura. Oggi è un’azienda leader nel mondo, sinergica col settore delle crociere e del turismo e con moltissimi piani di sviluppo. Gran parte di questo è merito di Bono”.