Sembra sempre più probabile l’approvazione del piano Paulson. I mercati rimbalzano grazie al Senato

I mercati restano estremamente volatili nell’attesa di notizie definitive in merito al piano di salvataggio. Stanotte a Wall Street l’indice S&P 500 ha guadagnato più del 5% grazie alla volontà espressa dal Senato di mettere ai voti e approvare il piano di salvataggio entro domani. Quella di cui si parla adesso è però una versione modificata del piano Paulson in quanto la FDIC (Federal Deposit Insurance Corp) si impegnerà adesso a garantire depositi per 250’000 dollari dai precedenti 100’000 dollari. Sono quindi offerte maggiori garanzie ai clienti delle banche insieme a sgravi fiscali per i prossimi anni. Il tentativo è quello di far accettare ai cittadini la pillola amara del soccorso di istituzioni finanziarie considerate alla stregua di parassiti. L’approvazione da parte del Senato e i recenti scossoni subiti dal mercato metteranno ulteriori pressioni in capo alla Camera dei Deputati la quale si esprimerà giovedì dopo aver rifiutato di approvare il piano lunedì.

Intanto resta pesante la situazione sul mercato interbancario. Ieri i tassi per i prestiti overnight (prestiti per 24 ore,la scadenza più breve del mercato) in dollari hanno superato la quota 6% in tutti i mercati dal 2,5% di lunedì: le banche continuano a non fidarsi le une delle altre ed è evidente che si aspetta il piano di salvataggio per far ripartire i flussi di denaro.

Sempre dagli Stati Uniti arriva la notizia che probabilmente verrà rivisto il criterio del fair value per la contabilità delle banche. Il criterio del fair value impone di attribuire valori di mercato o comunque di presunto realizzo agli asset presenti in bilancio. Negli ultimi mesi quindi le banche erano state costrette a svalutare in modo significativo tutti quei titoli legati ai mutui subprime perché si presumeva che il valore di quei titoli fosse sceso. Tuttavia i titoli legati ai mutui subprime non hanno un mercato vero e proprio e quindi risulta difficile comprendere il loro valore. In situazioni di panico come quelle attuali il prezzo (presunto) dei titoli rischiosi può allontanarsi dal reale valore, imponendo alle banche svalutazioni che con tutta probabilità risultano esagerate. Una revisione del criterio del fair value potrebbe quindi aiutare le banche a calmare le acque, anche se, è opportuno ricordarlo, il criterio del fair value è e dovrebbe restare il criterio fondamentale nella redazione dei bilanci.