Lo yuan sarà convertibile a partire dal 2015

di Redazione 2

I dirigenti cinesi sono stati molto espliciti nel rivolgersi all’Unione Europea: lo yuan, valuta ufficiale dell’ex Impero Celeste, raggiungerà lo status di piena convertibilità entro il 2015, così come ha riferito Davide Cucino, presidente della Camera di Commercio comunitaria in Cina. Quattro anni di intensi lavori e trattative sono dunque alle porte, anche se non è ben chiaro quale dipartimento sia coinvolto in tal senso e si sia pronunciato con questa chiarezza. Molto probabilmente, sono sempre parole di Cucino, il processo a tappe verrà indicato in un meeting che si terrà nel corso delle prossime settimane. Una scansione temporale simile potrebbe aiutare Pechino a contrastare in maniera più efficace le critiche che le piovono in merito al commercio globale e agli artifizi che vengono attualmente utilizzati per mantenere lo yuan svalutato.

Intanto, proprio ieri la divisa asiatica è riuscita ad avanzare di 0,12 punti percentuali, attestandosi a quota 6,3863 yuan per ottenere un dollaro: si tratta ovviamente di dati che si riferiscono alla Borsa di Shanghai e che China Foreign Exchange Trade System ha confermato. Il 2010 dello yuan, bisogna ricordarlo, è stato caratterizzato da un rialzo del 6,4%, mentre lo scorso mese di agosto ha fatto segnare un vero e proprio record per quel che concerne i guadagni mensili di quest’anno. Secondo gran parte degli analisti, questa mossa della convertibilità valutaria permetterà ai flussi esteri di circolare in maniera più rapida in Cina, grazie a una divisa rafforzata e solida.

Inoltre, si punta molto su questo progetto ai fini del rilancio del commercio internazionale. La People’s Bank of China, istituto di credito centrale del paese, ha consentito l’accelerazione di questi guadagni, tanto che nelle ultime settimane è stato fissato un tasso giornaliero di riferimento: ogni singola mattina veniva stabilito un tasso per l’appunto, da usare per gli scambi dello yuan, una operazione che ha di fatto limitato le perdite e i rialzi.

Commenti (2)

Lascia un commento