La manovra al Senato: la giornata del voto di fiducia

di Redazione 1

I riflettori politici ed economici di ieri erano tutti concentrati su Palazzo Madama: il Senato era infatti chiamato a votare la tanto sospirata e travagliata manovra finanziaria da 54 miliardi di euro e al termine della consultazione, la fiducia al maxiemendamento è stata approvata con 165 voti favorevoli e 141 contrari (gli astenuti sono stati tre per la precisione). Ora il provvedimento in questione dovrà passare alla Camera. Nel dettaglio, ci sono molte nuove misure economiche: anzitutto, bisogna però ricordare che la manovra stessa è valida per il 2013, l’anno che è stato scelto per il raggiungimento dell’obiettivo di bilancio.

Tra i vari interventi che occorre ricordare possiamo citare l’aumento dell’Iva, la cui aliquota è stata innalzata fino al 21%, ma anche il contributo di solidarietà (3% su quei redditi che superano i 300mila euro) e l’adeguamento delle pensioni di quelle donne che lavorano nel settore privato. La giornata è stata a dir poco convulsa, con il presidente Renato Schifani che ha richiamato all’ordine per ben tre volte i propri colleghi. Le polemiche sono davvero molto forti in questo caso. Le opposizioni sono state compatte nel giudicare come “irresponsabile” questa manovra, mentre fuori dal palazzo si sono verificati scontri e tafferugli tra la polizia e i manifestanti dei Cobas. In realtà, tutto è cominciato in maniera fin troppo “soft”: il testo è giunto in un Senato praticamente deserto e ci sono volute molte ore affinché ricevesse l’attenzione che meritava.

La maggioranza si è mostrata tutto sommato unita: Maurizio Gasparri (Pdl) ha invitato a riflettere sulla crisi mondiale e sulla necessità di questi provvedimenti, mentre Federico Bricolo (Lega Nord) ha espresso il proprio plauso per il pareggio di bilancio. Idv, Api, Udc e Pd hanno votato orgogliosamente no, denunciando l’arrivo di un nuovo diluvio di tasse che si scaglierà sugli italiani. Ora c’è attesa per le decisioni finali di Montecitorio.

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