Cai presenta l’offerta vincolante, malgrado il no di alcuni sindacati, ecco perchè questo può rappresentare un importante punto di svolta

di Redazione 1

Al termine di una giornata convulsa per le sorti di Alitalia, Cai, la compagnia guidata da Roberto Colaninno, ha fatto sapere di aver presentato l’offerta vincolante per acquisirne beni e asset e, in serata, Lo stesso Colaninno ha detto di aspettarsi una risposta dal commissario di Alitalia “in settimana”. Dopo una giornata che ha visto la situazione precipitare fino alla seria possibilità che la trattativa fallisse definitivamente e con essa la compagnia di bandiera, il lavorio diplomatico di Letta è riuscito a fare il miracolo. Ma quello che secondo noi occorre sottolineare è che forse per la prima volta nella storia del nostrro paese una trattativa non si arena malgrado non vi sia l’accordo completo dei sindacati.

Il famigerato sindacato di hostess e piloti, infatti, in barba a tutte gli accordi siglati hanno deciso di alzare nuovamente la posta, giocando ancora una volta con il fututo di quei lavoratari che invece per statuto dovrebbero tutelare.  Le antiche regole del consociativismo italiano fino a ieri prevedevano il contrario: in simili casi ci si fermava e si ricominciava daccapo con il balletto delle richieste sempre più esose. Ora, e sarebbe il caso di dire finalmente, forse qualcosa in questo perverso meccanismo si è rotto. La Cai ha deciso di andare avanti con chi ci sta, anche perchè le richieste dei sindcati di piloti e hostess erano assolutamente inaccettabili per qualsiasi compagnia privata. Non è possibile infatti che una società privata consenta 300 distacchi sindacali a tempo pieno, che permetta alle associazioni dei dipendenti di metter bocca sulle carriere e persino sulla politica degli acquisti, come d’altra parte ha sempre tranquillamente potuto fare quando il padrone era lo Stato, e i risultati si sono visti purtroppo. Con questo non si vuole certo dare tutte le colpe del dissesto della compagnia ai sindacati, ma certamente come in molti casi industriali pubblici di questo paese l’atteggiamento dei sindacati non ha di certo portato benefici all’endamento aziendale. Ora Colannino e i soci di Cai hanno deciso di sfidare se vogliamo l’arroganza di alcuni sindacati per testare fino a che punto la loro audacia si potrà e si vorrà spingere. Quello che però certamente si può affermare è che dopo questa vicenda nulla sarà più come prima e la prossima prova del nove si avrà in occasione del rinnovo dei contratti del pubblico impiego, con l’intenzione di proseguire le trattative da parte dello Stato, malgrado l’ennesimo rifiuto da parte della Cgil.

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