Ultimatum banche a Premafin

di robertor Commenta

Che la vicenda che sta conducendo Unipol e FonSai alla realizzazione del maxi polo assicurativo italiano in grado di competere con Generali Assicurazioni non fosse priva di complessità era ben noto. A rendere ancora più critico lo scenario attuale, è la notizia secondo la quale lo stallo delle negoziazioni tra le due principali parti in causa potrebbe spingere i due principali creditori dei Ligresti (Mediobanca e Unicredit) a considerare l’ipotesi di una clamorosa messa in mora della Premafin, con l’escussione contestuale del pegno del 30% del capitale di FonSai detenuto dalla holding.

Si tratta – a ben vedere – di una soluzione che non può che essere definita “estrema” (così l’ha delinata il quotidiano Milano Finanza), e non ancora condivisa con le altre banche del pool (Intesa Sanpaolo, Banca Popolare di Milano, Cariparma, Banco Popolare, Interbanca), ma che sarebbe già stata sottoposta ai legali degli istituti creditori, per prepararli a quanto potrebbe accadere nell’ipotesi in cui la trattativa sui concambi di fusione non dovesse sbloccarsi nelle prossime ore.

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Sul piano legale, gli osservatori sottolineano come i presupposti per procedere all’escussione del pegno ci sarebbero tutti. Dopo la svalutazione da parte di Premafin della partecipazione sul capitale di Fondiaria Sai, il cui valore di carico è stato portato dai precedenti 7,9 euro agli attuali 3,95 euro per azione, sarebbe pressochè sparita una delle condizioni indispensabili per poter continuare a fruire del finanziamento in pool (il mantenimento sotto quota proporzionale 1,1 del rapporto tra il debito finanziario netto e il patrimonio netto, calcolato sui criteri civilistici della holding).

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Se a questo punto il rapporto non dovesse essere ripristinato entro tempi brevi, scatterebbe l’evento di default, che imporrebbe di fatto alla holding l’immediato rientro, con ciò che ne potrebbe scaturire all’interno della vicenda assicurativa.

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