Non-farm payrolls inferiori alle attese a giugno 2012

di ND82 Commenta

C’era grande attesa per il dato sull’occupazione americana, pubblicato oggi pomeriggio alle ore 14,30. Il report occupazionale negli Stati Uniti ha evidenziato una crescita del numero delle nuove buste paga nel settore non agricolo e un tasso di disoccupazione invariato nel mese di giugno. I non-farm payrolls sono aumentati di 80.000 unità, ma gli analisti finanziari si aspettavano in media un aumento dei posti di lavoro intorno alle 100.000 unità. Il tasso di disoccupazione, invece, non ha mostrato sorprese e si è attestato all’8,2% come il mese precedente.

Il dato di maggio è stato rivisto al rialzo dalla precedente stima: +77.000 anziché +69.000. Anche il dato di aprile è stato interessato da una variazione, ma questa volta in senso contrario da +77mila a +68.000. I settori dell’economia americana che hanno maggiormente contribuito all’aumento dei posti di lavoro sono stati i servizi professionali (+47.000), la sanità (+13.000) e il settore manifatturiero (+11.000). La durata media della settimana lavorativa è salita a 34,5 ore, mentre la retribuzione media oraria è cresciuta di 0,6 dollari a 23,5 dollari.

La reazione degli investitori non è stata positiva e le borse europee sono tutte in territorio negativo, scosse anche dall’annuncio choc della Finlandia che ha dichiarato di poter anche uscire dall’euro e di essere pronta a valutare qualsiasi scenario possibile. Alla notizia è arrivato il primo commento a caldo del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che ha dichiarato che la fine dell’euro sarebbe una catastrofe per la Germania, per l’Europa e per il mondo intero.

Intanto, tornano a salire anche gli spread sovrani, in particolare quello tra Bonos e Bund che ha superato quota 560 punti base. In calo i futures sugli indici azionari americani, mentre sul mercato valutario il tasso di cambio euro/dollaro è crollato fin sotto 1,2320 avvicinandosi al minimo annuale di 1,2287 toccato lo scorso primo giugno. Forti acquisti sullo yen, in calo i metalli preziosi e il petrolio.

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