Chavez minaccia guerra economica contro gli Usa: aumenta prezzo del greggio

di Laura 1

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Il ministro venezuelano dell’energia Rafael Ramirez ha denunciato in questi giorni la manovra intrapresa dalla compagnia statunitense Exxon Mobil per congelare 12 miliardi di dollari di beni della compagnia petrolifera venezuelana Pdvsa in vari Paesi del mondo in attesa di un arbitrato internazionale, definendola una azione di terrorismo giudiziario.

A differenza di altre compagnie petrolifere internazionali, lo scorso anno Exxon Mobil non ha accettato di cedere alla Petroleos de Venezuela (PDVSA) la propria quota di maggioranza in un ricco progetto nel bacino del fiume Orinoco. La società statunitense ha deciso di avviare un arbitrato internazionale. In una conferenza stampa tenutasi a Caracas, Ramirez ha dichiarato che il congelamento dei beni è una norma transitoria a cui si ha il diritto di replicare e Chavez, presidente venezuelano, per “replicare” ha minacciato di lanciare una “guerra economica” contro gli Usa bloccando le esportazioni di greggio, proprio in risposta alla sfida legale promossa da Exxon.


Prezzi del petrolio
in netto rialzo dopo che il presidente venezuelano Hugo Chavez ha espresso le sue intenzioni. Il future marzo sul Wti guadagna il 2,14% a 93,73 dollari al barile dopo un massimo a 94,71, mentre l’analoga consegna sul Brent segna +2,08% a 93,85 $ dopo un top a 94,52. Ben intonato oggi il comparto petrolifero, che si difende bene anche in Europa grazie all’apprezzamento del greggio che consolida appunto sopra i 93 dollari al barile sulle tensioni Venezuela-Usa. A Milano si mette in mostra l’Eni con un ottimo guadagno del 2,83% a 21,83 euro. Oggi Ubs ha ridotto il prezzo obiettivo di Eni a 29 euro da 32 euro, confermando però la raccomandazione di ‘buy’. Anche Jp Morgan si è espressa sul titolo reiterando ‘overweight’. Bene anche Saipem con un vantaggio dell’1,71% a 23,2 euro, mentre nel Midex la Erg sale dell’1,50% a 10,59 euro.

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