Il mercato dei biocarburanti

di ceciliamorello 2

biodiesel

Quando parliamo di fonti di energia alternative pensiamo subito all’energia eolica, ai pannelli solari o anche al nucleare. Ha buone prospettive di crescita però anche il settore dei biocarburanti (Bill Gates nel 2007 ha scelto di investire in questo settore 84 milioni di dollari), che non sono altro che propellenti ottenuti da biomasse come grano, mais, bietola, canna da zucchero ed altri. Si tratta di un’energia rinnovabile a tutti gli effetti perchè non contribuisce all’effetto serra, anche se molti ambiantalisti ne hanno sottolineato lo svantaggio di togliere campi alla coltivazione di alimenti e dil conseguente aumento del prezzo dei cereali.

Tra le aziende italiane che producono troviamo Snia che ha da poco scelto di puntare sul biodiesel e sul bioetanolo. Snia basce come azienda chimica ma nel 2007 ha ottenuto da Polimeri Europa la concessione dei diritti esclusivi di vendita di alcuni prodotti biofuel. Inoltre ha concluso un aumento di capitale da 42 milioni di euro per avviare il nuovo settore.


In via sperimentale è stata intanto avviata la produzione nello stabilimento di Torviscosa (Udine) con una capacità produttiva di 100 mila tonnellate. Il quarto trimestre del 2007 si è concluso con ricavi in crescita del 68%. Grazie all’aumento di capitale l’indebitamento del gruppo è passto in breve tempo da 27 milioni a 9.

A livello europeo tra le principali aziende produttrici di biocarburanti troviamo la spagnola Iberdrola, presente anche in Italia con progetti di parchi eolici. L’azienda spagnola ha chiuso il 2007 con un incremento della produzione elettrica del 34,2%, con un +6,8% nella produzione di biocarburante, e ricavi per più di 2 miliardi.

Negli Stati Uniti l’attore principale è ADM, da più di trent’anno attiva nel settore della produzione di etanolo. ADM è anche il primo produttore mondiale di biodiesel e vanta un fatturato netto di 44 miliardi di dollari.

Nel 2007 la coltivazione di campi destinati a scopi energetici è arrivata a coprire 2,84 milioni di ettari. I costi delle materie prime e la crescente sfiducia in questo tipo di energia rinnovabile potrebbero però avere un contraccolpo negativo sugli incrementi della produzione.

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