Grande depressione: può succedere oggi con i mutui subprime e l’aumento dei prezzi delle derrate agricole?

di Redazione 1

La grande depressione, detta anche crisi del 1929, grande crisi o crollo di Wall Street, fu una drammatica crisi economica che sconvolse l’economia mondiale alla fine degli anni venti, con gravi ripercussioni durante i primi anni del decennio successivo. Le cause del fenomeno furono molteplici. Durante gli anni Venti negli Stati Uniti si era verificata una straordinaria crescita finanziaria e speculativa accompagnata tuttavia da un forte indebitamento degli agricoltori, esposti alla concorrenza europea dopo la ripresa postbellica. Quindi in realtà la grande depressione non è da attribuirsi ad una crisi finanziaria come molti credono, ma ad una crisi del settore agricolo! In realtà la crisi fu amplificata dai fallimenti a catena delle banche di provincia a causa dell’insolvibilità delle aziende e tale situazione andò a ripercuotersi direttamente sull’intera società americana. Nei primi tre anni, i più “caldi” della crisi, le banche si ritrovarono improvvisamente senza denaro liquido quando migliaia di azionisti spaventati dal crack di Wall Street corsero a vendere i loro titoli.


La brusca caduta delle quotazioni azionarie di Wall Street del 1929 provocò una serie di reazioni a catena. Le banche statunitensi cominciarono a esigere la restituzione dei prestiti esteri, mentre clienti sempre più numerosi cominciavano a ritirare i loro depositi, provocando così il collasso di molti istituti di credito. La crisi si propagò rapidamente a tutti i paesi che avevano stretti rapporti finanziari con gli Stati Uniti, a partire da quelli europei che avevano richiesto l’aiuto economico degli americani dopo la Prima Guerra Mondiale: Gran Bretagna, Austria e Germania. Quest’ultima, già scossa dall’inflazione dei primi anni Venti, doveva affrontare il problema del pagamento delle riparazioni di guerra, in gran parte finanziato dai prestiti delle banche americane. La mancanza di liquidità comportò una drastica riduzione degli investimenti nell’industria e una contrazione della domanda di prodotti industriali e agricoli. Ciò indusse un’ulteriore contrazione del mercato creditizio, tanto che nel 1932 gran parte delle banche degli Stati Uniti erano fallite. Le ripercussioni politiche della crisi furono dirompenti. In generale, l’uscita dalla recessione fu accompagnata da politiche protezionistiche e di intervento statale nell’economia.

Oggi viviamo in una situazione in cui i prezzi delle derrate agricole aumentano vertiginosamente e il mercato finanziario americano è già in crisi a causa dei mutui subprime . Potrebbe ripetersi un’altra grande depressione?

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