La reconquista spagnola parte dalle banche: le meno colpite dalla crisi: ecco perchè

di Redazione 6

Fa abbastanza impressione vedere come in una situazione di crollo del sistema finanziario determinato dalla crisi dei mutui e quindi dal crollo del mercato immobiliare,  nel paese europeo che proprio da esso ha tratto gran parte della linfa vitale per la sua economia, le sue due principali banche risultino essere forse le meno esposte in tutta Europa fra i grandi colossi del credito. E’ notizia di ieri, infatti, che il Santander, tramite la sua controllata Abbey abbia acquistata tutta la divisione commerciale di Bradford & Bingley, che ha dovuto alzare bandiera bianca. Dopo 5 secoli insomma la invincibile armada, questa volta finanziaria, sembra gustare la sua grande rivincita sulla perfida Albione, che sembra ormai il paese in Europa maggiormente colpito da questa terribili crisi finanziaria.

Ma allora come si spiega questa tenuta dei colossi del credito spagnolo: semplice in quel paese i controlli hanno funzionato e le banche sono state costrette a ricapitalizzare nei momenti di vacche grasse, in cui perciò è stato tolto loro la possibilità di lanciarsi nella follia delle speculazione senza freni. E da qualche giorno le banche spagnole non collocano bond senza il permesso della banca centrale. Questo purtroppo invece non si può dire per i colossi britannici, francesi e tedeschi, che invece, spinti dai grandi gudagni delle fine degli anni novanta e malconsigliati dai grandi trader delle banche d’affari americane, si sono buttati nella speculazione e nel leverage più spinto senza che nessuna delle autorità preposta al controllo muovesse un dito. Per quanto riguarda il nostro paese la situazione è diversa non perchè le autorità di controllo hanno funzionato come in Spagna, ma solo perchè le nostre banche non hanno voluto o potuto crescere internazionalmente, tranne una, Unicredit che infatti sta pagando un prezzo salatissimo in Borsa. Ecco cosa vuol dire quando si parla della necessita di un controllo dei mercati, e da questo non si può prescindere. Quello che mancava nel piano Paulson, clamorosamente bocciato al congresso, è apparso proprio questa importantissima componente del controllo e della susseguente ricerca dei colpevoli di tale disastro, che devono invece rappresentare la base fondamentale da cui ripartire per restituire un briciolo di fiducia ai mercati ormai in rotta.

Commenti (6)

  1. Per essere sincero bisogna ammettere che la vecchia scuola italiana, dei banchieri alla Enrico Cuccia per intenderci, ha prevalso sulla scuoal anglosassone. Il modello prettamente creditizio ha vinto su quello esclusivamente finanziario e speculativo. Sembra che i manager americani (ed anche alcuni europei) conoscevano meglio i meccanismi delle stock option piuttosto che i meccanismi della macroeconomia.

    Sembra che gli spagnoli siano stati lungimiranti allo stesso modo. Bisogna vedere adesso quanti mutui in corso ci sono tra le famiglie spagnole rispetto a quelle italiane. Noi siamo proprietari per il 91% dei casi e all’80% eravamo proprietari fino a 6 anni fa. In spagna l’economia ‘mattonata’ si è sviluppata tantissimo negli ultimi anni e credo che ci sia più esposizione verso le famiglie rispetto a noi. Comunque parliamo di due casi virtuosi, per fortuna per questa volta almeno, ci siamo anche noi 😉

    Federico

  2. Non elogiare un Paese che ha vissuto un boom fasullo. Costruzioni e turismo sono le due uniche voci del boom spagnolo. Le banche spagnole sono ricche di fondi pensione tedeschi, si sa che gli spagnoli non risparmiano. E poi vogliamo parlare dell’indebitamente delle famiglie e imprese spagnole?? E dei prestiti della Bce per pagare le importazioni a cui stranamente nessun giornale accenna?? L’unico paese virtuoso in Europa è il nostro checche se ne dica!

  3. Caro amico io non ho intenzione di elogiare nessuno men che meno la Spagna di Zapatero, che come lei giustamente fa notare si regge su un boom economico molto fragile, malgrado le parole raasicuranti di un sempre meno credibile Zapatero. Ho solo voluto parlare di una situazione di eccellenza che riguarda l’istituto bancario guidato da Botin, che sembra essere in condizioni migliori di altri grandi istituti bancari europei. Tutto qua.
    Cordialmente
    Vc@ bladerunner:

  4. 6/12/2010
    la spagna e ormai al 20%di disoccupazione,deficit pubblico alle stelle e si comincia a pensare che alla fine di questo anno il debito pubblico arrivera’al 100%del pil,sempre che non collassi prima!!quel paese ha vissuto da cicala godendosi il falso boom economico e questo e il risultato!!!

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