Mutui subprime: capacità di rimborsare ignorata dalle banche

di Redazione 1

Sembra che in America gli stessi banchieri siano spaventati dalla politica degli istituti creditizi. In questo articolo apparso sul New York Times, si parla di come si stia diffondendo in Usa la pratica del “BUY NOW, PAY NOTHING” (comprare adesso e pagar nulla).

il mutuo subprime é un mutuo a rischio dato ad un cosiddetto NINJA, che significa “No Income, No Job or Asset“. In pratica é la stessa situazione del precario italiano. Poiché si tratta della stragrande maggioranza del mercato del lavoro, le banche sono state costrette a fornire mutui a questi lavoratori. Questo sembra abbastanza logico: poiché la maggior parte dei lavoratori sono precari, le banche sono state costrette a dare mutui ai precari.

Tuttavia questo articolo evidenzia come spesso le banche approfittino della situazione, concedendo fidi ignorando completamente la capacità di rimborsare dei clienti. Ad esempio di ciò, nel succitato articolo, il caso di una ragazza ventunenne, che ottenuto un credito di mille dollari e rimborsato (immaginiamo con quali fatiche), si é vista in soli due anni quadruplicare il suo fido: da 1.000 a 4.400$!

In Italia i contratti flessibli non sono ancora diffusi come in America, ma nel caso se ne estendesse l’uso la maggior parte dei clienti delle banche sarebbero gente precaria. Le banche non possono rinunciare alla maggior parte dei clienti e darebbero la possibilità ai precari di sottoscrivere un mutuo accollandosi tutti i rischi nel caso in cui questi perdessero il lavoro. Le carte di credito (in America spesso inviate al cliente senza che questi ne faccia richiesta!), che finanziano gli acquisti del possessore, si accollerebbero i rischi che corre il precario di essere senza risorse.

Ecco spiegata la bolla speculativa dei subprime: il precariato del lavoro ed una incosciente politica delle banche. Siamo di fronte ad un cane che si morde la coda, in quanto il lavoro diventa causa ma anche conseguenza della crisi: il gruppo bancario Usa Citigroup aveva annunciato di tagliare fino a un massimo di 50mila posti di lavoro. Il colosso é stato poi salvato da un piano di aiuti del Governo.

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