Poste Italiane affonda sul caso dei fondi immobiliari

di Valentina Cervelli Commenta

Poste Italiane affonda all’avvio delle contrattazioni odierne della Borsa di Milano. La colpa? Quella dei quattro fondi immobiliari collocati presso i risparmiatori nel periodo 2002-2005 e caratterizzati da un andamento fortemente negativo.

Il trend è quello già registrato venerdì e se si pensa che i risparmiatori hanno perso una media dell’80% del proprio investimento non c’è da stupirsi che Piazza Affari agisca di conseguenza.  Purtroppo i fondi immobiliari high yield proposti da Poste Italiane e banche fra il 2002 e il 2003 non si sono rivelati buoni quanto sperato. La perdita è stata scoperta lo scorso 31 dicembre quando uno dei fondi è scaduto. Quote di fondo sottoscritte a 2500 euro sono state rimborsate a 390. Ovviamente causando malumore.

Il fondo “colpevole” è l’Invest Real Security, sottoscritto nel 2003, dalla durata di 10 anni è poi prorogato di 3 anni come da regolamento. Emesso per un totale di circa 141 milioni di euro, aveva investito sull’espansione immobiliare nelle città italiane al momento del suo picco. Purtroppo, nonostante le stime ottimali nessuno poteva prevedere il crollo immobiliare del 2008. Essendo collocato su Poste Italiane ovviamente gli investitori danno alla società la colpa dei problemi registrati, sebbene anche altre banche e finanziarie fossero coinvolte nel fondo.

Per tentare di aiutare i consumatori le associazioni di settore stanno invitando i risparmiatori a richiedere aiuto presso le stesse in modo tale da verificare la possibilità di una class action. Non bisogna dimenticare che ai tempi di collocazione dei fondi, Poste Italiane era allora controllata totalmente dallo Stato e questo fattore potrebbe portare alla necessità di ricerca di reazioni specifiche.