L’Opec taglia la produzione ma il prezzo del greggio continua a scendere

di Redazione 1

Niente da fare. Il prezzo del petrolio continua a scendere nonostante i tagli record effettuati dall’Opec. L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio ha, durante il vertice di Orano, in Algeria, ridotto la produzione di petrolio di 2,2 milioni di barili al giorno e, afferma il presidente dell’Opec, Chakib Khelil, dal primo gennaio del 2009 le quote dei paesi Opec saranno di 24,845 milioni di barili al giorno. Nonostante il drastico taglio della produzione di petrolio, i mercati hanno reagito al contrario delle aspettative, i listini continuano a calare e il prezzo del greggio è arrivato a 40 dollari al barile, il minimo da 4 anni.


Sono diversi i fattori che hanno detrminato questa insolita situazione. In primo luogo, a causa della forte crisi finanziaria che ha colpito i mercati internazionali, la domanda di petrolio ha subito una brusca frenata, determinando il primo calo dei consumi negli ultimi 25 anni. Inoltre, secondo i dati del dipartimento dell’Energia, le scorte commerciali di greggio stoccate negli Stati Uniti sono aumentate di circa 525 mila barili, smentendo le previsioni di un’imminente fine dell’oro nero. Pesa sul continuo calo dei listini anche l’atteggiamento dei Paesi produttori di petrolio che non fanno parte dell‘Opec. Molti, infatti, non intendono ridurre a sufficienza la produzione di petrolio a discapito delle richieste dell’Opec. La Russia, secondo produttore mondiale di greggio, ha dichiarato che la sua produzione sarà solo leggermente inferiore.

Intanto, la continua frenata del prezzo del petrolio, nonostante i tagli dell’Opec, preoccupa notevolmente i Paesi dell’Opec che avevano stilato i bilanci pubblici per il 2009 sulla base delle quotazioni della scorsa estate quando il petrolio ha superato i 100 dollari al barile. Conti a rischio soprattutto per i cosiddetti falchi del Cartello, Iran e Venezuela, dove l’export di petrolio rappresenta ben il 95% delle entrate. Anche l‘Iraq si trova ora in forte difficoltà dovendo combattere anche con la ricostruzione.

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